STOP AGLI HAPPY HOUR SULLE SPIAGGE GALLIPOLINE

Fino al termine dell’ estate a Gallipoli non si terranno più happy hour pomeridiani nei lidi, con conseguente divieto di vendita di superalcolici e con una riduzione di eventi musicali, spettacoli e feste che non potranno più svolgersi in contemporanea e che dovranno avere un numero di partecipanti previsto dalle autorizzazioni.

E’ stato deciso il 23 Agosto, durante una riunione in prefettura, dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza su proposta di Assobalneari per frenare i presunti episodi di violenza sessuale di cui giornali e tv hanno parlato recentemente.

Ma perché solo adesso questo provvedimento? Come al solito ci si mobilita solo dopo eventi allarmanti e spiacevoli, senza capire che tutto ciò andava fermato prima di arrivare a tragici episodi di cronaca…si sa da sempre che prevenire è meglio che curare, ma c’è qualcuno che fa l’orecchio da mercante. Perché imporre divieti alla fine della stagione estiva e non all’inizio?

Sembra quasi che le amministrazioni e le attività commerciali si stiano dando una parvenza di moralità, quasi a voler scrollarsi di dosso le responsabilità e ostentare l’appoggio a legalità e sicurezza al 100%. Tutto  questo è ambiguo, specialmente se gli stessi paladini hanno pubblicizzato e assecondato il turismo giovanile dello “sballo” fino alla fiorente settimana di Ferragosto. Gallipoli sta calamitando a sé migliaia di giovani – e tra questi moltissimi amanti dello sballo – strappandoli alle celebri località di Rimini e Riccione, che offrivano la stessa merce ma che ormai sono storia passata.

A Baia Verde di Gallipoli, da qualche anno, sono ormai all’ordine del giorno e a tutte le ore sporco, traffico, parcheggio selvaggio, ambulanze, ragazzi ubriachi e/o sotto effetto di stupefacenti… al ritmo di musica a tutto volume offerta dai lidi sulla spiaggia, e specialmente nella prima quindicina del mese di Agosto. Uno spettacolo raccapricciante e imbarazzante era già ben evidente senza macchie di cronaca. La “Jamaica del Sud Italia” o “la seconda Ibiza” – così è chiamata Gallipoli tra i giovani – in realtà non è preparata ad accogliere un così alto numero di turisti, specialmente se si parla di turisti dello sballo. Per raggiungere le spiagge più gettonate mancano i sevizi e le strutture adatte (es. aree parcheggio con navette distanti dalla zona abitata, punti di primo soccorso, controlli efficienti nei lidi, forze dell’ordine costantemente vigilanti)…ma soprattutto manca il rispetto per chi ha deciso di trascorrere una vacanza normale, o più semplicemente manca il rispetto per i residenti che hanno dovuto appiopparsi, senza volerlo, una condizione quasi invivibile. Questo gioco però, a quanto pare, piace, e piace perché porta tanto denaro, e chi se ne importa se è alle spese di giovani o vecchi;  è la dura legge del denaro che impone spregiudicatezza!

Il Salento sbaglia a consentire a Gallipoli di promuovere ferocemente questo tipo di turismo che sta distruggendo il territorio, l’ambiente, la cultura e la tranquillità delle marine più belle d’Italia. La Puglia ha molto altro da offrire, e mille e diverse affascinanti sfaccettature da mostrare e preservare gelosamente. Bisognerebbe delineare con severità i confini di questa bizzarra scelta turistica da oggi e per sempre, tralasciando i denari facili e puntando su ciò che può renderci ricchi per davvero.

Di: Paola Cascione

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