9 SETTEMBRE BARI CELEBRA LA SUA LIBERAZIONE

Si svolgerà oggi lunedì 9 settembre alle ore 10:00, presso il monumento dedicato dai bersaglieri di Bari al 51° Battaglione Bersaglieri Allievi Ufficiali di Complemento ubicato nel giardino della Camera di Commercio del capoluogo barese, la cerimonia di commemorazione per gli eroici fatti d’arme che portarono alla liberazione della città di Bari.

Alla cerimonia prenderanno parte il Sindaco di Bari Michele Emiliano, il Medagliere Nazionale del 51° Battaglione, i Gonfaloni decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare della città di Barletta e di Mignano Montelungo (CE), autorità civili e militari.

Fatti d’Arme

L’Uomo

Generale Nicola Bellomo (Bari 02.02.1881 – Nisida 11.11.45) fu condannato a morte nel luglio del 1945  a seguito di un processo farsa, celebrato dagli inglesi che lo accusarono dell’uccisione di un loro ufficiale prigioniero e del ferimento di un altro ufficiale, durante un tentativo di fuga avvenuto nel novembre del 1941 dal campo di prigionia di Torre Tresca.

Il Tribunale Militare Britannico non permise all’Ufficiale italiano di potersi difendere adeguatamente in quanto lo stesso tribunale, su input del Governo britannico, non si avvalse delle due precedenti inchieste svolte l’una del Regio Esercito italiano e l’altra dalla Croce Rossa, e non ascolto la deposizione del generale Enrico Adami Rossi chiamato dalla difesa ma prigioniero degli americani

Morto per fucilazione, dopo aver rifiutato di chiedere la grazia, sarà insignito nel 1951 della Medaglia d’Argento al Valor Militare. 

Le Operazioni Militari

Il 26 luglio 1943 il generale Bellomo fu nominato comandante della CLI Legione CCNN “Domenico Picca”. Il 9 settembre 1943, dopo l’armistizio di Cassibile, Bellomo venne fortuitamente a conoscenza della notizia che il generale tedesco Sikenius aveva mandato dei guastatori per distruggere le principali infrastrutture portuali della città pugliese.

L’Ufficiale a seguito della richiesta d’aiuto partita da Bari per fronteggiare i 300 guastatori tedeschi asserragliati nel porto, che avevano già fatto affondare due piroscafi alla fonda e si erano impadroniti di due batterie contraeree e del naviglio attraccato, coordinò immediatamente le operazione militari e guidò personalmente la riconquista del porto rimanendo ferito.

Egli raccolse alcuni nuclei di militari italiani presso la caserma della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e della Guardia di Finanza. A questi si affiancarono fanti, dei genieri del 9º Reggimento guidati dal sottotenente Michele Chicchi, 15 finanzieri, 5 marinai, un piccolo distaccamento del genio e 40 ex camicie nere. A loro si unirono gli Allievi Ufficiali di Complemento (A.U.C) del LI° Battaglione Bersaglieri  che dal 5 luglio 1943 era acquartierato in una scuola di Bitonto per una sessione di esami (passaggio intermedio del corso ufficiali) fissata al 6 settembre.

Quando il LI° Btg arrivò nei pressi del porto, i tedeschi coscienti della loro inferiorità e dell’impossibilità della fuga accettarono di intavolare trattative con il ten. Moiso decorato di Croce di Ferro germanica in Africa settentrionale (già ufficiale al VIII battaglione bersaglieri blindato). Moiso conduce le trattative con i tedeschi che furono consegnati al comando di presidio, che diede loro immediatamente la libertà. I tedeschi conservarono le armi e si lasciò loro una via di fuga verso Nord per ricongiungersi ai reparti in ritirata con un treno messo a loro disposizione.

Fu dunque, grazie all’iniziativa di Bellomo e alle sue grandissime doti di uomo e di Comandante che Bari poté presentarsi agli Alleati, “liberata” da truppe tedesche.

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