TEMPO DI ISEE 2013: QUALI NOVITA’?

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), noto anche come Riccometro (da non confondere con Redditometro), è un documento rilasciato dall’INPS che attesta, sulla base delle informazioni fornite dal contribuente mediante una sottoscrizione di una DU (Dichiarazione Unica), la situazione patrimoniale del richiedente, compreso il proprio nucleo familiare, necessaria per accedere alle agevolazioni e alle prestazioni assistenziali.

Nell’Isee (nato alla fine degli anni 90), che di anno in anno prevede requisiti sempre più stringenti, sono inclusi non solo redditi imponibile ai fini Irpef compreso i familiari a carico del richiedente, ma anche i dati patrimoniali e i possedimenti mobiliari e immobiliari, che di fatto escluderanno dai servizi sociali molti di quelli che fino ad oggi ne usufruivano perché si riferiva al solo reddito prodotto dal contribuente.

Saranno, dunque, reddito e patrimonio a sommarsi in quello che è già stato ribattezzato come Riccometro, la nuova arma di controllo nelle mani dell’Agenzia delle Entrate che controllerà, con l’incrocio dei dati disponibili con le banche, anche il saldo del conto corrente intestato ai soggetti nell’ISEE. Nessuna novità in merito invece alla funzione della dichiarazione Isee che sarà sempre alla base dell’assegnazione di agevolazioni come asili nido, assistenza domiciliare, diritto allo studio universitario, libri di testo gratuiti, assegni di maternità e di sostegno alla famiglia, ma lo scopo della riforma è rivederne la struttura in profondità.

Sarà prima di tutto il reddito imponibile ai fini Irpef il parametro ad esser preso in considerazione per la determinazione del nuovo indicatore della situazione economica. Per reddito ai fini Irpef si intende quello derivante da un contratto da lavoro dipendente (franchigia di deduzione del 20%, fino ad un massimo di 3mila euro) o da pensione (franchigia di 1.000 euro). Inoltre al reddito dovrà essere aggiunto il valore di case e terreni, che vale oggi il 60% in più rispetto al vecchio calcolo Ici (rendita catastale moltiplicata per 168). Il riccometro prenderà poi in considerazione i redditi esenti, cioè quelli soggetti a imposte sostitutive (ad esempio affitti soggetti a cedolare secca), i rendimenti dei patrimoni mobiliari (conti correnti, BOT, azioni, depositi) che a qualsiasi titolo sono in possesso (si pensi al conto corrente bancario cointestato fra figlio sposato con il proprio nucleo familiare e il genitore).

Per quanto riguarda invece il computo del nucleo familiare, ai fini della dichiarazione Isee, bisognerà prima di tutto prendere in considerazione il dichiarante e il coniuge, anche se questo ha una diversa residenza e non risulta nello stato di famiglia (eccetto se è legalmente separato, divorziato, oppure se ha perso la potestà sui figli). Bisognerà poi prendere in considerazione i figli di età inferiore ai 18 anni, i figli di età superiore ai 18 anni che sono a carico dei dichiarante ai fini Irpef (studente universitario), anche se non convivono con i genitori, qualora non coniugati e senza figli e, infine, tutte le persone presenti nello stato di famiglia anagrafico. Il nuovo sistema prevede un calcolo in base a una scala di equivalenza, che assegna un indice in funzione del numero di componenti del nucleo familiare: per 2 componenti il valore della scala di equivalenza è 1,57; per 3 componenti è 2,04; per 4 componenti è 2,46; per 5 componenti il valore è pari a 2,85. Il patrimonio, calcolato insieme ai componenti il nucleo familiare e il valore della scala di equivalenza darà origine all’indicatore ISEE, necessario per l’accesso ai servizi sociali.

Attenzione, infine, alla veridicità delle informazioni dichiarate e sottoscritte nella DU perché richieste da CAF e commercialisti: saranno oggetto di verifiche a campione da parte del Fisco, Guardia di Finanza e uffici preposti al controllo dei dati a cura di Comuni e Regioni (art. 71 DPR 445/2000), oltre ad essere soggetti a responsabilità penali per false dichiarazioni (art. 496 del codice penale). A tal proposito ricordarsi di variare l’attestazione ISEE, compilando la DU ogni qualvolta vengano a mutare le condizioni precedentemente sottoscritte.

Cliccando nel sito web dell’INPS all’indirizzo https://servizi.inps.it/servizi/isee/Simulazione/SimulazioneCalcolo.asp si può effettuare una simulazione del proprio ISEE e conoscere in anticipo a quali servizi si ha diritto rispetto ai redditi minimi richiesti e resi noti dagli Enti Locali.

I tagli e le limitate risorse finanziarie che l’amministrazione statale ha imposto agli enti locali hanno inevitabilmente rivisto in senso restrittivo, da parte delle amministrazioni comunali, i requisiti minimi di accesso ai servizi gratuiti o convenzionali a favore delle famiglie bisognose.

Tagli lineari non mirati, realizzati in modo indiscriminato, hanno generato nei cittadini disorientamento e confusione verso quei servizi indispensabili a tutelare un minimo di civiltà. I comuni di conseguenza gestiscono con difficoltà le esigue risorse disponibili per continuare ad offrire quei servizi, legittimi, richiesti. Al contrario, maggiori fondi in questa direzione sono necessari per continuare a garantire un minimo di qualità per compensare in qualche modo il potere d’acquisto dei consumatori ormai soffocati dalla crisi economica.

Spending review e apparenti politiche di austerity,  costantemente evocate dalla classe politica, conducono realmente a far quadrare i bilanci dello Stato e a contenere il debito pubblico? In realtà oggi il prezzo pagato dai cittadini contribuenti, grandi e piccoli, è davvero alto. E se si ritornasse alla lira? Quali propettive per il nostro Paese? Le risposte nel prossimo appuntamento.

Pasquale Soriano

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