DON TONINO BELLO , IL POETA DI DIO , UNA”JESUS CHRIST SUPERSTAR” PUGLIESE

Sorpresa , Emozione per coloro che hanno assistito allo spettacolo “Don Tonino Bello , Il Poeta di Dio” andato in scena Domenica  6 Ottobre presso la Cattedrale di Monopoli.

Lo spettacolo che intende rappresentare vita opere e valori di Don Tonino Bello , il prete della Chiesa con il Grembiule , sta facendo il Tour delle chiese di Puglia a partire dal 20  Aprile di quest’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario della morte , e dopo l’esordio nella cattedrale della natia Alessano (Le) è passato dalla Stabat Mater di Palese , alla presenza del Vescoso dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto Mons.Cacucci ,e  la scorsa settimana in Cattedrale a Bari , nell’ambito delle “Notti Sacre” svolte tra il 20 e 29 Settembre .

Ha sempre annunciato il Vangelo dell’“antipaura” come rimedio per le paure e le ansie del mondo. Oggi, a vent’anni dalla sua scomparsa, sta per concludersi il processo di canonizzazione di don Tonino Bello. La data fissata per la chiusura della sessione della fase della Causa che si dovrebbe concludere con la santificazione è quella del 30 novembre prossimo, nella Cattedrale di Molfetta, come ha annunciato il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, monsignor Luigi Martella. Ieri, la conferma è arrivata pure dall’arcivescovo di Potenza e postulatore della causa di beatificazione di don Tonino, monsignor Agostino Superbo, nel corso della tavola rotonda intitolata “Don Tonino Bello, segni vivi di una presenza”, che si è svolta nell’antico seminario di piazza Duomo, alla presenza del vescovo metropolita, monsignor Domenico D’Ambrosio, del presidente della fondazione “Don Tonino Bello”, Giancarlo Piccinni, del docente dell’Università del Salento e presidente dell’associazione “Don Tonino Bello”, Mario Signore . «Nell’ultima sessione la documentazione raccolta sarà depositata in tre casse distinte, chiuse e sigillate – ha spiegato il postulatore della causa, monsignor Superbo -. Quella contenente gli originali sarà custodita nella Curia vescovile di Molfetta; le altre due casse, contenenti le copie o transunti, saranno consegnate a Roma alla cancelleria della Congregazione delle Cause dei Santi, in attesa del Decreto della Validità giuridica dell’inchiesta. Inizierà, così, la fase romana della Causa che dovrebbe concludersi con la beatificazione e canonizzazione di don Tonino Bello».Don Tonino Bello – ha scritto qualcuno – è quanto di più fresco e di più giovane abbia prodotto la sua terra e il suo popolo negli ultimi secoli”. Un giudizio totalmente condiviso che è stato il motore primo del progetto teatrale “Il Poeta di Dio”. “Leggere, ricercare, approfondire e scrivere una drammaturgia per l’allestimento di uno spettacolo su Don Tonino, per la profondità e nello stesso tempo per la semplicità disarmante del personaggio, è stato arduo ma anche avvincente e per certi versi rigenerante: una esperienza forte che trascende l’aspetto meramente artistico e permea l’aspetto etico delle relazioni umane. Per chi, credente o meno, abbia a cuore un sistema di valori alti e condivisi su cui costruire una  convivenza civile e democratica, attraversare la vita umana e spirituale di Don Tonino è una autentica lezione di vita. Una figura dalla personalità ricca di fascino quella del prete di Alessano, un prete di “estrema periferia”, legato visceralmente alla sua terra e alla sua gente, ma di fatto impegnato in una Chiesa Universale, con percorsi inediti e coinvolgenti, a volte persino sconcertanti per l’arditezza della prospettiva, percorsi nei quali domina inesausta, fino alla fine, la speranza in un’altra Chiesa possibile, in un’altra politica possibile, in un altro impegno civile possibile, in un altro mondo possibile. Don Tonino, “apostolo con i piedi per terra e mistico con la testa per aria”, è venuto a metterci spine nei fianchi, ad interrogare e scuotere le nostre coscienze pigre e addormentate”.  Queste le parole di Lino De Venuto , vecchia conoscenza del Teatro Pugliese ,  che ha curato la drammaturgia prima e la regia dopo.  Lo spettacolo ripercorre le tappe essenziali del magistero religioso e civile di Don Tonino: Intriso di spiritualità francescana Don Tonino ha attraversato la navata del mondo contemporaneo facendo della propria vita un’esperienza di servizio e di santità. Campione del dialogo, costruttore infaticabile di pace, pastore mite e protettore dei poveri, degli immigrati e degli ultimi. Profeta della speranza, infaticabile testimone dell’amore di Cristo nel tempo, cantore della bellezza nella molteplicità delle sue espressioni, nostro e indimenticabile poeta e profeta… dell’aurora…
Scrittore ispirato, per la freschezza e l’originalità dello stile, per la profondità del messaggio, per la forza del suo linguaggio, capace di parlare ai giovani, agli adulti, lontani o impegnati nella Chiesa, agli ultimi, a ciascuno, personalmente. La sua scelta pastorale vissuta sull’opzione radicale per gli ultimi , lo rese scomodo non allineato ,qualcuno addirittura lo additò come uno sporco prete comunista , quando ebbe il coraggio di scrivere lettere al”Manifesto” ; abbracciò il Potere dei segni e non i segni del Potere , per cui continuò a girare con la sua Fiat 500 o in bicicletta,e l’Episcopio sempre aperto a chiunque , convinto che altri segni avrebbero allontanato la gente piuttosto che avvicinarla alla Chiesa . Il suo impegno per la promozione della pace, della non violenza, della giustizia e della solidarietà lo rendono ancora oggi, a distanza di 20 anni dalla sua morte, uno dei più audaci profeti dei nostri giorni.

Il sottotesto spirituale di tutta la rappresentazione è l’amore sconfinato per la figura di Cristo che si traduce nella costante attenzione ai poveri, agli emarginati,prostitute e drogati nell’impegno civile e sociale espresso in diverse situazioni storiche ben precise , fra cui ricordiamo in particolare la fondazione della C.A.S.A  centro di accoglienza per drogati ed emarginati , la partecipazione al blocco ferroviario della Stazione di Giovinazzo degli operai delle Ferrerie a cui donò una cifra destinata costruzione di chiese , o le manifestazioni contro la militarizzazione della Puglia , in particolare dell’Aeroporto di Gioia del Colle , e per finire la Marcia dei 500 , in cui appena nominato presidente della  Pax Christi attraversò una Sarajevo sotto le bombe.

 La drammaturgia  rielabora e mette in scena parte di alcuni scritti di Don Tonino, include i commenti della gente, qualche aneddoto della sua vita,come quando andò a farsi curare in ospedale le fratture provocate da un energumeno che non si era accontentato dei soldi ricevuti e che non pensò mai di denunciare, si sofferma sul tema della pace (convivialità delle differenze) e sul rapporto con i giovani. Singolare risulta, tratta da un suo scritto, la simulazione di un momento processuale. L’uso sapiente di tutte le arti sceniche prosa, pantomima, poesia, danza, musica,  e la partecipazione di attori non  professionisti  anzi diremmo di strada nel senso della spontaneità dialettale ne fa uno spettacolo fresco , diretto al cuore del pubblico che assiste con partecipazione ai canti , balletti moderni  e videoproiezione di momenti reali della vita di Don Tonino,  creando una emozione fortissima , anche in contrapposizione alla location scelta , una chiesa, così come l’avrebbe voluta Lui . Di qui la similitudine ad una  rappresentazione in chiave moderna di ”Jesus Christ Superstar” Pugliese

Il Laboratorio di Teatro “Giovanni Paolo II” dedica questo suo tributo a Don Tonino Bello, straordinario figlio della terra di Puglia, nella piena convinzione che il modo migliore per ricordarlo è continuare ad apprendere e testimoniare i suoi insegnamenti.

In molti vorrebbero questa Rappresentazione al Vaticano a sostegno della causa di Beatificazione ma purtroppo ci scontriamo con remore e ritrosie della Chiesa Moderna a dimostrazione che Don Tonino è ancora oggi una spina nel fianco dei potenti.

di Giuseppe Cianciola

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *