NOTA INFORMATIVA SULLA SPENDING REVIEW

La spending review da qualche mese è diventato un argomento diffuso tra i cittadini non solo italiani, perché affronta interventi di politica economica tesi a revisionare e contenere la spesa pubblica con l’obiettivo di eliminare gli sprechi e migliorare la qualità dei servizi rivolti ai cittadini.

Questi compiti recentemente sono stati affidati al nuovo Commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli, direttore del Dipartimento finanza pubblica del Fondo Monetario Internazionale, che assumerà le funzioni di Commissario il prossimo 23 ottobre, proseguendo il lavoro avviato dal precedente Governo. Ora con la sua nomina riprende il processo di riforma della spesa.

Il decreto legge n. 69 del 2013, convertito dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, ha potenziato in termini di poteri il Commissario, appunto, per la spending review. La durata dell’incarico è fissata in tre anni, configurando così una struttura stabile, dotata di poteri d’ispezione e ampia capacità di proposta e intervento nei confronti delle amministrazioni centrali e periferiche.

L’attività del Commissario riguarderà le spese sia delle pubbliche amministrazioni, sia degli enti pubblici, ivi comprese le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato.

Il Commissario Cottarelli agirà sulla base degli indirizzi del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), presieduto dal Presidente del Consiglio e composto dai ministri dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno, per i Rapporti con il Parlamento, per la Pubblica amministrazione e semplificazione e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con funzioni di segretario del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il Commissario avrà il compito di promuovere un riordino di carattere strutturale della spesa, superando il principio dei tagli lineari dettati dalle situazioni d’emergenza, introducendo criteri permanenti di gestione della spesa basati su costi e fabbisogni standard.

L’ampliamento della sfera di competenza del Commissario, rispetto a quello previsto dal precedente dl 52/2012, consentirà di intervenire in tutte le articolazioni dell’apparato pubblico.

L’obiettivo della spending review, ricordiamolo perché non bisogna trascurare un elemento essenziale della società degna di tale espressione, non è soltanto il riordino della spesa pubblica, ma anche il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Sicuramente ci vorrà del tempo per raggiungere questi obiettivi, ma è importante procedere rapidamente sulla strada già avviata per ottenere risultati quanto prima concreti.

Per meglio affrontare strutturalmente la revisione della spesa non servono solo decreti. Certamente sono anche quelli importanti, ma sarà necessario anche un cambio di mentalità, nel concepire la “cosa” pubblica realmente come un bene prezioso che ha come obiettivo quello di servire l’utente finale rappresentato dal cittadino/contribuente che, in quanto tale, si aspetta in cambio una migliore qualità dei servizi capaci di soddisfare le imposte pagate.

Questo è l’unico sistema per modernizzare davvero il Paese e liberare stabilmente risorse da destinare alla riduzione del carico fiscale e agli investimenti. La logica conseguenza è rappresentata dalla crescita economica, e con essa migliori aspettative.

Il compito, che certamente porterà ad impopolarità, non riguarda solo il Commissario, ma tutti coloro che a qualsiasi titolo servono lo Stato, ciascuno nel proprio ambito professionale nel gestire al meglio le risorse finanziarie pubbliche a disposizione. Bisogna iniziare anche da qui!

Una scommessa assolutamente da vincere se non vogliamo commettere lo stesso errore degli Stati Uniti d’America che, a causa del blocco del bilancio federale della scorsa settimana, ha lasciato a casa 800 mila dipendenti pubblici senza retribuzione.

Pasquale Soriano

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *