AFGHANISTAN: ESCALATION DI ATTACCHI CONTRO GLI ITALIANI

Tre attacchi negli ultimi giorni Dopo l’offensiva contro una pattuglia con armi leggere, mortai e lanciarazzi  un altro episodio con lancio di missili contro la base italiana

SHINDAND -Tre razzi sono stati lanciati in mattinata contro la base italiana di Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan. Nessun militare è rimasto ferito. Due dei tre razzi, fa sapere il comando italiano, sono esplosi all’interno della base, chiamata ‘La Marmora’, mentre il terzo ordigno è impattato al di fuori del perimetro dell’istallazione militare. Un plotone di ‘quick reaction force’ della coalizione multinazionale è subito intervenuto per effettuare una ricognizione dei possibili punti di lancio dei razzi. Non si sono registrati danni e nessun militare è stato coinvolto dalle esplosioni. Nella base operativa avanzata ‘La Marmora’ opera la Transition Support Unit Centre (TSU-C), l’unità di manovra, composta dai paracadutisti del 183° reggimento “Nembo” di Pistoia, i bersaglieri del 7° reggimento di Altamura (Bari) e i genieri del 4° reggimento guastatori di Palermo.,  che è responsabile del settore centrale del Regional Command West, il comando multinazionale della Nato attualmente guidato dalla brigata Aosta.

Domenica 20 una pattuglia di militari del contingente italiano   era stata attaccata  cinque chilometri a sud della base La Marmora . Il conflitto a fuoco con forze ostili era durato circa 30 minuti, ma nessun militare italiano era rimasto ferito. L’attacco alla pattuglia, impegnata in un’operazione di controllo e bonifica degli itinerari, è stato condotto con l’utilizzo di armi leggere, mortai e lanciarazzi Rpg .Una vera e propria battaglia: è stato richiesto il supporto aereo e sono quindi intervenuti due aerei dell’Isaf e gli elicotteri d’attacco italiani A129 Mangusta della task force ‘Fenice’. Cessata l’azione di fuoco avversaria, la pattuglia italiana ha fatto rientro alla base a Shindand.

Già nei giorni scorsi la stessa area era stata oggetto di attacchi di ribelli. Sempre a Shindand  Giovedì 17 sera erano stati lanciati due razzi contro la base operativa  . Il primo   era esploso all’interno   provocando lievi danni ai vetri blindati di una delle torrette di sorveglianza perimetrali, mentre il secondo ordigno aveva impattato contro il terreno all’esterno della base.

 Nel frattempo nella rete si diffonde la convinzione che in Afghanistan si stia combattendo la guerra segreta dei soldati italiani , tutto è successo quando qualcuno si è preso la briga di confrontare le date delle motivazioni delle medaglie assegnate per merito di guerra sulla Gazzetta Ufficiale e le fonti di stampa che non riportavano in quei alcun episodio!

C’è il Caporal maggiore Stefano La Mattina, mitragliere di bordo, ferito gravemente ad un braccio, riesce a neutralizzare la minaccia degli”insurgents” che avevano attaccato un convoglio della Folgore. E’stato insignito della medaglia d’oro.”A rischio della propria vita, sotto un intenso fuoco, utilizzando il braccio ancora abile proseguiva il tiro riuscendo a respingere l’attacco”. Il fatto è accaduto il 23 luglio del 2oo9 a Parmakan, zona settentrionale dell’Afghanistan. Silenzio assoluto dei media. Il nome del Caporal maggiore La Mattina, come quello di altri soldati italiani in missione in Afghanistan è finito sulla”Gazzetta Ufficiale”perchè ha ricevuto la medaglia d’oro. Solo per questo. La scoperta è stata fatta da un giornalista del quotidiano”La Stampa”. C’è il Tenente Lorenzo Ballin, che a Bala Mourghab, durante un combattimento durato 48 ore riesce a portare a termine l’azione di contrasto nonostante sia gravemente ferito e la sua postazione sia stata attaccata. C’è il Capitano Gianluca Simoncelli, che nell’avamposto di Bala Baluk, durante uno scontro a fuoco che dura 5 ore, va in soccorso dei suoi commilitoni e ferito riesce lo stesso ad impartire gli ordini per portare a termine la neutralizzazione del nemico. C’è il Maresciallo incursore Marco Sponziello, che guida una squadra di forze afgane alla ricerca di un leader talebano e riesce a catturarlo senza l’utilizzo di armi. C’è il Caporalmaggiore Floro Guarna, ferito in uno scontro a fuoco a Bala Baluk, nonostante tutto riesce ad organizzare il ripiegamento degli uomini al suo comando, e solo dopo sviene dal dolore a causa della grave ferita. C’è il Caporal maggiore Andrea Mancino: è di scorta ad un convoglio che viene bloccato con un camion messo di traverso sulla strada e poi attaccato,succede ad Akazai sempre nel 2oo9. Sprezzante di ogni pericolo, riesce a mettersi alla guida di un mezzo civile. C’è il Colonnello Marco Centritto insignito della medaglia d’oro, perchè ai comandi di un velivolo colpito dagli”insurgents”nonostante tutto, riesce a portare a termine la sua missione. Fornisce supporto ad una squadra di parà che sopravvivono cosi ad una battaglia durata 4 giorni. C’è il Tenente Colonnello Andrea Ascani: gli”insurgents”hanno colpito il suo elicottero,ma riesce a portare la sua missione, come il Maggiore elicotterista Stefano Salvadori che mentre vola a bassa a quota per individuare una minaccia nemica, viene colpito ma riesce a portare a termine ugualmente l’operazione. E infine c’è il Colonnello Marco Tuzzolino, al comando del 183°Rgt paracadutisti della Folgore, che riesce a portare a termine un elisbarco ad altissimo rischio durante un combattimento durato 48 ore. Nessun Tg o giornale ha mai parlato della guerra segreta di questi uomini. Questi soldati che combattono ogni giorno anche oggi avranno compiuto qualche gesto eroico, nel silenzio più assoluto.

Giuseppe Cianciola

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *