SLANCIO MILANISTA?!

Vediamo che succede col prof. in cattedra

Il Milan cerca lo slancio. Dopo l’esonero di Allegri, festeggiato più o meno giustamente da molti, il passo più importante è stato scegliere di riportare a casa “il Professore” Seedorf, da ieri legato al club rossonero fino al 16 giugno 2016.

Da lui ci si aspetta molto. Un po’ perché col Milan, tra gioie e dolori, e con la sua carica fuori dal comune, Seedorf ha vinto tanto, e se rende da allenatore come ha reso da centrocampista il gioco è fatto. Ma anche perché con una squadra che ha seri problemi a ingranare la marcia, possono solo esserci curiosità e grandi speranze per le idee del nuovo tecnico.

Le voci fuori dal coro parlano di imprudenza della dirigenza milanista. Sbilanciarsi sui giudizi, in effetti, è un po’ rischioso. Soprattutto se si pensa che Seedorf ha smesso di giocare ed iniziato a fare l’allenatore in tempo record, senza nessuna esperienza da questo nuovo lato della cattedra. Esempi illustri, come quello di Conte, fanno ben sperare. A Seedorf, però, che ha appena ricevuto la deroga UEFA in attesa del patentino da allenatore, manca la gavetta del tecnico juventino.

Di certo il Prof. ha dalla sua il pieno appoggio e l’ottimismo della dirigenza, insoddisfatta per la tanto attesa rimonta, mai cominciata, che lascia il Milan a soli 22 punti in classifica quando siamo ormai al girone di ritorno.

A Seedorf tocca affrontare il tallone d’Achille, almeno quello più evidente, del Milan: una linea mediana da rafforzare assolutamente. Nel mercato di gennaio è possibile prendere almeno un altro giocatore (già acquistati Adil Rami e Keisuke Honda) per rinforzare stavolta il centrocampo.

Volano i nomi, alcuni davvero costosi. Il primo è quello di Essien del Chelsea per cui manca solo l’ok di Seedorf. Poi ci sarebbe Maher del PSV Endhoven, ventenne scatenato, forse troppo pesante al momento per le casse del club rossonero, ma perfetto per il centrocampo secondo Seedorf, basato su costruzione  di gioco e fine tecnica. Se ne riparlerà probabilmente in estate, quando la dirigenza avrà la possibilità di vendere ed investire nel restauro della rosa.

C’è da lavorare anche in difesa. Si parte dalle cessioni. Remunerativa potrebbe essere la partenza immediata di Mexes verso Monaco (e Ranieri) che metterebbe almeno 5 milioni nelle casse del Milan e garantirebbe al giocatore maggiori possibilità in chiave Mondiali. Per l’estate Seedorf sembra particolarmente interessato a Doria, centrale niente male, ex-compagno di squadra nel Botafogo.

Un altro passo in chiave ripresa è stato il prestito gratuito di Matri alla Fiorentina. In fondo, visto che la chimica tra il Mitra e i compagni non c’è mai stata, l’insoddisfazione dei tifosi si può capire. Quegli undici milioni alla Juve per un attaccante che ha all’attivo un solo gol in campionato pesano parecchio. Soprattutto se si pensa che i tifosi, all’arrivo di Matri a Milanello, aspettavano sostegno in altri reparti del campo. La partenza dell’attaccante è un’opportunità importante: per il giocatore di tornare al top del rendimento in una Fiorentina con il reparto avanzato in emergenza, per le dirigenze di ricucire i rapporti messi in crisi dal tira e molla estivo su Ljajic.

Un Milan in transizione, quindi. Intanto tutti seduti domenica e vediamo che succede con il Prof. in cattedra.

di Jessica Appolloni

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