PALAZZO CHIGI E I SUOI APPALTI

ROMA –  Il gip del tribunale di Roma emette l’ordinanza di custodia cautelare per l’uomo d’affari Luigi Bisignani e il generale dei carabinieri Antonio Ragusa. Con l’accusa di frode fiscale, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma su presunte irregolarità legate all’affidamento di appalti per Palazzo Chigi. Con loro, sono una decina gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma. Tra questi anche l’ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni già coinvolto nell’inchiesta Enav.

Per Ragusa sono ipotizzati i reati di corruzione e turbativa d’asta. Bisignani è accusato di avere emesso fatture per operazioni inesistenti, per circa 300 mila euro, nel 2011 tramite la sua società “Four Consulting”. Il tutto poco dopo aver patteggiato una pena a Napoli nell’ambito di uno dei procedimento in cui era stato coinvolto.

Dell’inchiesta sui lavori nella sede del governo i media avevano parlato già nei mesi scorsi, riferendo che secondo gli investigatori nell’appalto sarebbero state favorite due aziende legate a Finmeccanica in cambio dell’assunzione del figlio di Ragusa.

Non è la prima volta che Luigi Bisignani è coinvolto in inchieste giudiziarie. Nel 1993 la procura di Milano ha chiesto il suo arresto per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nell’inchiesta Enimont. Il 7 gennaio ’94 Bisignani fu arrestato. Nel 1998 la Cassazione confermò la sua condanna a 2 anni e sei mesi. A seguito di questa, nel 2002, venne radiato dall’Ordine dei giornalisti. Poi è stato coinvolto nella cosiddetta inchiesta P4: una presunta associazione a delinquere che avrebbe operato nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. Indagati con lui il deputato, allora Pdl, Alfonso Papa.

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