VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

     Il brano evangelico di questa domenica prosegue il Discorso della montagna con un invito esplicito a considerare chi amiamo tra i due padroni: Dio o le ricchezze? Perché «nessuno può essere servo di due padroni». Se ci si affeziona ad uno si finisce per odiare l’altro. Il termine ebraico “mammonah” (emonah, amman,) significa ciò che è solido, ciò su cui ci si può appoggiare. e la domanda è: Cos’è che ha quella solidità sulla quale, possiamo puntare la nostra vita? Cosa possiede quella solidità tale per cui possiamo poggiarvi la vita?

Non poche persone si illudono di cercare appoggio nei beni di questo mondo, nel disperato tentativo di cercare un senso che, il più delle volte, sfugge. Essi dimenticano che viviamo la provvisorietà.

Il monito di Gesù è chiaro: Dio è uno solo e non lo si può amare accanto all’amore per le ricchezze. Egli non ammette idoli. L’uomo diviso nel suo cuore, accumulando beni, non si decide per la radicalità del Regno e per le esigenze del Vangelo. Ed inoltre smarrisce progressivamente la provvisorietà del suo esserci terreno.

La terapia che Gesù ci suggerisce è proprio quella che sa prendere coscienza della nostra condizione di pellegrini. Viatori in cammino verso la patria celeste noi collaboriamo all’edificazione di un mondo creato dalla sapienza di Dio. Ma non dobbiamo mettervi radici stabili, perché la vita biologica ha un inizio ed una fine, ed il lavoro non deve diventare un idoloche ci rende impossibile il respiro.

Quanta gente si affanna per il cibo ed il vestito, più per smania di accumulo o per ansia da shopping che per reale necessità. Gli armadi riflettono la sintomatologia delle nostra malattia spirituale: apparire davanti agli altri. Il nostro rapporto con il cibo può celare un disordine spirituale che affligge da tempo la nostra anima.

Ecco il messaggio di questa domenica: Siamo esortati ad un rapporto sereno ed equilibrato con i beni di questo mondo, in conseguenza della realtà più vera e più bella che ci riguarda. Siamo figli amati e prediletti di Dio ed in ragione della sua Provvidenza non ci manca il necessario per vivere. Solo non preoccupiamo del domani, perché a ciascun giorno basta la sua pena.

“Solo Dio basta. Chi ha Dio nulla gli manca” (S. Teresa d’Avila).

Di. P. Francesco Marino O.P.

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