COMMENTO DI UN LETTORE SULLE ELEZIONI EUROPEE

 Alfine abbiamo visto che alle elezioni europee per l’Italia i partiti che cavalcavano l’antieuropeismo e la lotta all’euro non abbiano convinto. Le visioni di certi politici che ci vogliono fuori dall’Euro non tengono in considerazione (o non vogliono che si sappia) la grave crisi che ci aspetterebbe. E’ vero che una Lira sarebbe più competitiva dal punto di vista dell’export. Ma il costo delle materie prime che sono alla base di ogni produzione farebbero sì che la bilancia dei pagamenti ristagni nel profondo rosso perenne. Con la differenza rispetto all’Euro di detenere una valuta che varrebbe almeno l’80% in meno. Non pensiate che il cambio lira euro si mantenga allo stesso livello di quando entrammo nel sistema unico monetario. In men che non si dica la lira svaluterebbe a più non posso. Ricordiamo inoltre dove risiede ora il nostro debito pubblico in Buoni del Tesoro (non certo in mano ad investitori italiani). Il solo pensare che al momento della riconversione in lire qualsiasi emolumento sarebbe nella migliore delle ipotesi dimezzato come potere di acquisto. Noi non produciamo petrolio, né gas, né metalli sufficienti per il fabbisogno. Importiamo il grano, gli ortaggi, frutta, tutto. Non abbiamo nulla di materie prime, nulla. Uscire dall’Euro rappresenterebbe ad un ritorno al passato di 30 anni con la stessa inflazione e con prezzi da crisi del 29. Un chilo di pane dovrebbe passare dai 2,5 euro alle 25000 lire, mentre gli stipendi di mille euro ritornerebbero ad essere circa 1900000 lire. La benzina dovrebbe passare dall’odierno 1,8 euro al litro alle 18000 lire al litro e così via. Poi la sanità pubblica scomparirebbe man mano visti i costi proibitivi e penso cha anche la Scuola Pubblica potrebbe subire lo stesso corso. Il costo della vita salirebbe a livelli tali che vedremmo i poveri ed i disoccupati raddoppiarsi se non triplicarsi. A questo punto l’aumento della tassazione che deve coprire i costi incrementati dal passaggio sarebbe una cosa naturale, di conseguenza la fuga dei pochi capitali rimasti sarebbe totale.

Ma ai partiti che hanno raccolto i voti dicendo che ritornando alla lira saremmo stati meglio hanno i soldi nei paradisi fiscali e vanno a curarsi all’estero. Sicuramente sono in mala fede e cercano di attrarre il popolino che tanto crede a tutto, basta che lo dica la televisione. Ma non ha attecchito, per fortuna. Il piano che Draghi sta mettendo in cantiere sconfesserà questi anti euro convinti, dimostrando che con una politica economica decente e bilanciata si potrà diventare una potenza mondiale come Stati Uniti d’Europa, superando stupidi e retrogradi campanilismi e nazionalismi da 1800. Chi non ha una visione unitaria non può dichiararsi innovatore, perché ha in sé il seme negletto della chiusura culturale. Limitare ad una autarchia impossibile la nostra economia ci porterebbe a diventare talmente poveri da risolvere il problema della immondizia definitivamente, perché non avremmo più consumi e pertanto nessuno potrà buttar via nulla. Forse solo per questo tornerei alla lira, ad una miseria felice e sorridente da pubblicità. E’ un film che qualche politico ha proiettato raccontando che saremmo stati più vicino alla natura. Ebbene sì più vicini ad una natura… morta di fame.

Di: Roberto Abbattista

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