PRIMO VIDEOCLIP DELLA FARAUALLA

Tra spiritualità e magia, ecco il primo videoclip ufficiale delle Faraualla

Il bitontino Enzo Piglionica firma la regia del video di “Sciatavinn”, il brano tratto dall’album “Ogne male fore” del quartetto barese

Una vertigine e subito lo svenimento immerge in un sogno dall’immaginario fantastico. La realtà si deforma e si dilata in un viaggio straordinario, magnifico, terribile. Perché ogni sogno porta con sè l’essenza ambivalente della sua stessa natura. Poi il ritrovamento e di lì il rito, arcano e misterioso, di uno scongiuro che allontana il dolore.

È la storia della guarigione dal capogiro, quella raccontata nel videoclip “Sciatavinn” delle Faraualla, l’ensemble femminile di musica polifonica pugliese formatasi nel ’95 e che ha scelto la regia del bitontino Enzo Piglionica per il suo primo video ufficiale.

Il brano è tratto dall’album “Ogne male fore” che si presenta come uno studio meticoloso e sentito  della cultura “medica” pugliese antica. Un affascinante percorso nella storia e nella tradizione popolare della terra di Puglia, dove la conoscenza scientifica abbraccia inevitabilmente una religiosità antica, una spiritualità intimistica che è a metà strada tra il cristiano e il pagano, in una ritualità mutuata dalla natura e tramandata di generazione in generazione, che è testimonianza preziosa del passato.

Una raccolta di formulari presi dalla tradizione della nostra terra e sottratti all’oblio e alla dimenticanza di una società che sembra vivere solo il suo presente, vera realtà malata.

 Filastrocche di guarigione per allontanare i dolori del corpo e della mente. Sono questi i brani che il quartetto delle Faraualla ha assemblato nel loro ultimo lavoro discografico, ora in un tour internazionale a portare la cultura della Puglia in giro per il mondo.

Ad esaltare ed impreziosire il pezzo “Sciatavinn”, la trama di immagini imbastita dal regista Piglionica nel videoclip che porta la sua firma, che con un sapiente e calibrato gioco di cambi di inquadratura, sottolinea la cadenza ritmica del pezzo. La parentesi “animata” del videoclip, opera di Giancarlo D’Incognito,  consente di immergersi nel sogno della protagonista (interpretata da Maria Stella Cassano) e di creare con la realtà un distacco accattivante.

Bellissima la parte centrale del video che, in pieno clou del brano, riproduce  il rito della guarigione. Le formule si levano e si incrociano nella splendida vocalità delle cantanti che, grazie anche ai costumi di Teresa Vallarella, Michele Caporusso e Michele Napoletano e al trucco di Lara Pellicano, diventano sacerdotesse, portatrici di un sapere antico tutto femminile, legato alla terra e alla sua natura genitrice, che all’improvviso si fa liturgia della memoria.

Ed è in questo momento che la capacità narrativa e creativa di Piglionica raggiunge la sua caratura. Il capogiro di cui è vittima la giovane protagonista diventa l’occasione per raccontare e denunciare lo stordimento della società. La frattura tra presente e passato sembra insanabile, mentre dappertutto domina il nonsense della violenza e del caos. Un male che è fuori e dal quale sembra impossibile guarire.

Nel surrealismo del racconto, ipnotico, incalzante, con un forte simbolismo di sottofondo, Piglionica dipinge il purgatorio attuale, di anime perse nella follia di una vita che ha perso la sua autenticità, e che forse, viene da dire, soltanto un ritorno alla spiritualità sana, tramandata dal passato, potrà far rinsavire.

Carmela Loragno

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