XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – (Mt 14, 22-33)

 Compiuto il miracolo della moltiplicazione dei pani Gesù “costringe” i suoi discepoli a passare all’altra riva in barca. Le molteplici immagini utilizzate dall’Evangelista ci immettono in una pagina teologica che veicola un messaggio preciso.

Gesù è la Parola nuova che crea una nuova umanità. Il passaggio all’altra riva sta ad indicare l’annuncio della Buona Novella a tutte le genti; esso avviene in  barca perché  è la comunità ad essere chiamata alla missione e a costituire l’unica grande famiglia che accoglie nel suo seno uomini di ogni lingua e cultura.

Matteo precisa che la  barca nell’atto di portare la Parola che opera il cambiamento del mondo, è sottoposta a venti contrari, in quelle acque che hanno sempre simboleggiato le forze del male e dell’ignoto che incute paura. Ma Dio, e con Lui Gesù Cristo, è capace di camminare sulle acque, rassicurando i suoi figli.

Il simbolismo matteiano è tutto teso ad esprimere la presenza di Gesù in mezzo alla comunità dei credenti, non più fisicamente, ma in un modo nuovo e tuttavia non meno efficace. Nel momento in cui essi non hanno più il maestro visibilmente presente con loro emergono le paure e i timori di non essere forti nella testimonianza della fede e di soccombere dinanzi alle difficoltà.

Lo sguardo di Pietro su Gesù che rende possibile anche l’impossibile è la garanzia di una fede che poggia sull’evento della Risurrezione la scommessa della fede. Sino a quando punteremo fissi gli occhi sul Cristo risorto avremo la certezza di non essere soli e di saper far fronte ai ‘venti’ contrari della nostra vita. Se dubiteremo di Lui non potremo che affondare perché privi del suo fondamentale sostegno.

Matteo ci offre dunque una lezione di vita ecclesiale. Gesù risorto non è un fantasma, ma l’umanità nuova assunta dalla sua divinità. In Lui anche noi siamo resi partecipi della sua gloria e trasformati dall’ascolto orante della sua Parola.

La nostra intimità con Dio, in Gesù Cristo, è racchiusa in quella efficace espressione che descrive il bisogno fondamentale di ogni uomo: «salì sul monte, in disparte, a pregare» (Mt 14, 23).

La preghiera sia quell’intimo e filiale colloquio con Gesù ed il Padre, che ci eleva nella mente per donarci la pace dell’anima.

 

Di: P. Francesco Marino O.P.

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *