ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE (Gv 3, 13-17)

La Croce d’oro che Costantino pone sul Clavario segna l’inizio dell’utilizzo di un nuovo simbolo da parte dei Cristiani. La croce non è un simbolo che piace; le prime comunità prefrivano altri simboli, come noi preferiamo, ai giorni nostri, tutto ciò che può esorcizzare la morte e tenrci lontano da ogni forma di dolore o di sofferenza.

A Nicodemo Gesù rivela di essere Colui che, disceso dal cielo, può parlare di Dio perché vive della sua stessa vita. Così dicendo Egli attesta ciò che la sapienza ebraica aveva detto: Nessun uomo è salito al cielo per conoscere Dio. Ma al Padre è piaciuto inviare suo Figlio per riscattare l’umanità dalle tenebre del peccato. Il popolo d’Israele nel deserto si lamenta contro Dio ed impreca contro di Lui, attirandosi il castigo di serpenti velenosi. La salvezza per essi veniva dal fissare gli occhi sul serpente di bronzo innalzato sull’asta, chiara prefigurazione dell’Innalzato per eccellenza, Gesù crocifisso. Ecco che la Croce diventa fonte d’ineffabile ricchezze spirituali; per mezzo di essa veniamo sanati e redenti, non semplicemente nel corpo, ma soprattutto nell’anima. Dalla Croce Gesù insegna la massima espressione dell’amore, e ci invita a contemplarLo, massimamente debole e fragile e tuttavia innalzato a Figlio di Dio.

Il più grande insegnamento che promana dall’esaltazione della Croce è la possibilità che ci viene offerta di amare il fratello come Cristo ama ciascuno di noi. Dalla Croce – non dobbiamo dimenticarlo – sgorga quella potenza dello Spirito Santo che ci cura dal veleno di morte che è in noi e attorno a noi, perché solo nello Spirito e per mezzo dello Spirito possiamo scorgere, in tutta la sua pienezza, l’incommensurabile amore di Dio per l’umanità. In Cristo crocifisso possiamo scorgere il volto del Padre, per essere ammessi alla vita dell’Eterno.

La chiave unica per riscattare noi stessi dai tanti veleni che ci insidiano è di sperimentare tutto l’amore del Padre per i suoi figli. E se per capirlo dobbiamo passare inevitabilmente attraverso le notti buie del dolore e dell’aridità ci conforti la Croce di Cristo, fiamma viva d’amore che ci purifica e ci umanizza, non fardello insopportabile da fuggire ad ogni costo.

Davvero sia esaltata la Croce di Cristo, vessillo glorioso dell’ineffabile, eterno amore di Dio!

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