ESERCITO: LA PINEROLO PARTE PER IL LIBANO E SALUTA LA CITTA’ BARI

Si è svolta oggi, nella caserma “Vitrani” di Bari,  sede del Reparto Comando e Supporti Tattici “Pinerolo”, alla presenza del Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa (2° FOD), Generale di Corpo d’Armata Carmine De Pascale, e di tutte le Autorità Civili,  Religiose  e Militari del territorio la cerimonia di saluto in occasione della partenza della Brigata “Pinerolo” per la missione delle Nazioni Unite UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) in Libano.

La partenza avviene al termine di un intenso ciclo addestrativo e di aggiornamento culturale che ha visto la Brigata impegnata: nella fase di approntamento del contingente Italiano più numeroso impegnato attualmente fuori dai confini di Madre Patria; nel, contestuale, delicatissimo compito di trasformazione e sperimentazione della Forza NEC (Network Enabled Capability) che fa della Brigata “Pinerolo” l’unità d’elitè dell’Esercito italiano; in seminari di aggiornamento con docenti universitari finalizzati ad analizzare gli aspetti politico sociali del Libano al fine di qualificare il personale in partenza che ha acquisitio, così, gli strumenti per poter comprendere al meglio la società e la cultura libanese.

La Grande Unità, guidata dal suo Comandante, Generale di Brigata Stefano Del Col, assumerà il comando del Settore Ovest (SW) della missione ONU-UNIFIL, nell’ambito dell’Operazione denominata “LEONTE XVII”.

La Pinerolo, rinforzata da altri assetti provenienti da tutta Italia, assumerà la denominazione JTF-L (Joint Task Force – Lebanon) e opererà, “insieme” alle Forze Armate di altre 8 nazioni: Slovenia, Brunei, Finlandia, Malesia, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Tanzania, per la piena applicazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Oltre 3500 militari, di cui circa 1100 Italiani garantiranno il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, il supporto alle Forze Armate libanesi dispiegate nel Libano del sud, per favorire il graduale miglioramento delle loro capacità di controllo della medesima area e, infine, l’assistenza alla popolazione civile attraverso la realizzazione di progetti CIMIC e Quick Impact Project per una crescita sostenibile della popolazione libanese.

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