XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anche in questa occasione Gesù schiva la trappola del dottore della Legge, insegnando ai suoi ascoltatori che occorre fare un salto di qualità nell’osservanza della Legge. Il Maestro insegna quale deve essere il cuore che deve pulsare in ogni credente che desidera osservare i precetti.

I sadducei – sacerdoti deputati al culto del tempio, ricchi e meticolosi nelle offerte sacrificali – erano stati zittiti da Gesù circa la questione della risurrezione nella quale loro non credevano. Dopo tale episodio i farisei – i cultori della Legge che credevano nella risurrezione –  cercano di tendergli un tranello. La domanda del fariseo è retorica, poiché ogni pio israelita conosce il «comandamento grande», che è l’osservanza del sabato. Dunque è come se il rabbì dicesse a Gesù: perché fai tali cose in giorno di sabato, se sai che il sabato è del Signore? E Gesù ancora una volta risponde con scaltrezza  citando le Scritture. Il comandamento grande è quello che dice: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente» (Dt 6, 5). Amerai il tuo Dio con tutto il cuore, cioè a partire dal centro propulsore di tutta la persona, la cabina di comando che dirige affetti e azioni, secondo la concezione ebraica; lo amerai con tutta l’anima, cioè nella totalità e nella profondità della tua persona; lo amerai nella mente, cioè sarà il tuo pensiero continuamente, plasmerà ogni tuo dire e fare. E continua Gesù: «Amerai il prossimo tuo come te stesso». Nel vangelo di Luca appare chiaro che i due comandamenti in realtà costituiscono un solo grande comandamento. Giovanni scrive espressamente sull’amore per i fratelli come espressione sublime dell’amore di Cristo.  Dunque la dimensione verticale (Dio) e la dimensione orizzontale (prossimo) sono strettamente unite ed hanno bisogno l’una dell’altra. Nel volto del fratello abbiamo la possibilità di poterci giocare alla pari la grande carta della carità, poiché non potremmo mai amare Dio come egli ci ama. Il sublime sacrificio di Gesù lo rivela pienamente. Grazie alla sua azione nella nostra vita possiamo però esercitare le virtù che ci occorrono per testimoniare il suo vangelo.

Di: P. Francesco Marino O.P.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *