XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Mt 25, 14-30)

La parabola dei talenti ci offre l’opportunità di un bilancio, utile ed opportuno perché siamo giunti al termine dell’anno liturgico.

Dopo un lungo viaggio il padrone torna per chiedere conto ai suoi servi dei talenti distribuiti. Non è forse così per Gesù? Egli è partito per un lungo tempo, ma tornerà e vorrà vedere le nostre mani ricche di opere, proporzionalmente alle qualità di ciascuno di noi. Noi dobbiamo mettere a disposizione le nostre qualità per far fruttificare i talenti, cioè il Regno di Dio. Essi vanno coltivati utilizzando al meglio le nostre qualità, ma non si identificano con esse.

Ciò che colpisce è la fiducia del padrone nei confronti dei suoi servi, vertigine che dice tutta l’immensità del dono fatto da Dio ad ognuno dei suoi figli e possibilità che ci stimola ad adoperarci “subito” per il Regno. Chi vuole costruire il mondo nuovo non indugia nella vita di sempre.

Il bilancio ha un duplice esito: I due servi buoni e fedeli consegnano al padrone i talenti fruttificati e sono premiati con la sua stessa gioia, cioè la gioia di Dio. Quando edifichiamo l’umanità nuova siamo ammessi all’eredità della comunione con il Signore e non possiamo che rallegrarci per così tanta benevolenza. Il terzo servo afferma chiaramente di aver paura del suo padrone e di non voler prendere parte al suo progetto. Quante paure ci bloccano e ci impediscono di essere propositivi ed ottimisti? La paura di questo servo è anzitutto paura di un Dio che premia e castiga, un Dio padrone, esigente e severo; ma proprio a causa di essa, è bloccato. Chi ha paura non ama e non si lascia coinvolgere dallo spirito del Maestro, che chiama sempre ad una rivoluzione copernicana della propria vita. Troppi sconvolgimenti – pensiamo – destabilizzano, e non sono poi così necessari. Si entra nel Regno di Dio, ma materialmente, senza l’entusiasmo che due amanti devono avere tra di loro. Con Gesù siamo sposi preoccupati solo di lasciarci guidare dall’amore, senza calcolo né tornaconto.

La parabola sia per tutti noi l’espressione eloquente dell’ “alto” ruolo che ciascuno di noi deve giocare nella realizzazione del progetto di Dio di edificare l’umanità nuova.

Bandiamo dalla nostra anima le false immagini di Dio e tessiamo la tela dell’incontro con Lui, per capire meglio qual è la nostra eredità.

Di: P. Francesco Marino O.P.

L’Associazione APULIA ONLUS rivolge a Padre Lorenzo Lorusso e a tutta la comunità che si raccoglie in preghiera attorno alla Basilica di San Nicola il più fervido augurio per la recente prestigiosissima nomina papale a Sottosegretario per le Chiese orientali.

Il Presidente dell’Associazione APULIA ONLUS

Leonardo D’Elia

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