III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B – (Mc 1, 14-20)

Il Vangelo di questa domenica ci narra la vocazione dei primi quattro discepoli, con lo sfondo della missione affidata al profeta Giona, l’uomo testardo che accetta di obbedire alla Parola del Signore per consegnare un messaggio di conversione.

Gesù rivela l’intento della sua predicazione: «Il tempo è compiuto» (Mc 1, 15), cioè si è accorciato perché Dio, per mezzo di suo Figlio, è entrato nella storia infrangendo ogni distanza tra lui e l’uomo. Viviamo già ora e qui il kairόs, il tempo propizio per seguire il Maestro e mettere passi dietro di lui; per essere pescatori di uomini, consapevoli della dignità di Figli di Dio e uomini della nuova ‘mentalità’ che la Buona Novella ci chiede di assumere. Conversione significa abito nuovo per il Regno di Dio che viene a capovolgere la storia e a edificare un Regno basato sugli umili e i ‘piccoli’ del Vangelo. Occorre fidarsi del messaggio di Gesù, che ci esorta al comandamento dell’amore. La carità non si limita ad un determinato tempo o spazio, ma vive dell’obbedienza al progetto di Dio che chiama l’uomo a collaborare con lui. Questa consapevolezza dobbiamo farla nostra, apprendendola alla scuola di Gesù, che chiama ciascuno di noi a seguirlo.

Il grande annuncio del Regno predicato da Cristo chiede di vivere il tempo che si è accorciato, capovolgendo valori e aspettative, desideri e beni, che non possono più essere quelli caduchi e materiali del limitato ed angusto tempo terrestre. Se si perde l’occasione di aderire a Cristo, se si fallisce la prova che, come Chiesa, siamo chiamati a sostenere, si perde l’occasione di essere uomini in pienezza. Abbiamo anche noi come il profeta Giona una missione da compiere, che è quella di parlare ai Niniviti del nostro tempo. E a rafforzare questa urgente missione deve animarci la certezza che l’uomo è capace di Dio, perché la sua antropologia dice che è bisognoso di trascendersi e di aspirare a mete sempre più alte.

Cambiamo dunque direzione, navigando sul meridiano dell’amore di Dio per noi. La nostra rotta non è in collisione con la volontà di Dio, ma in sintonia con le sue coordinate, perché lui è sempre dalla nostra parte.

Di: P. Francesco Marino O.P.

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