NUOVA STRAGE IN MARE

Ad un centinaio di miglia dalla costa della Libia, nord Africa, al largo di Lampedusa,  isola della Sicilia, si è nuovamente verificata una tragedia in mare.

Un centinaio di migranti su due gommoni  sono stati soccorsi dalla guardia costiera italiana dopo che, il Centro nazionale di Soccorso della Guardia Costiera di Roma, aveva ricevuto nel pomeriggio di domenica 8 febbraio 2015 una richiesta di aiuto.

Le condizioni del mare erano proibitive a causa di onde alte 5-6 metri( altezza di un palazzo a tre piani), vento forte e gelido, tutto ciò ha provocato la morte di circa una trentina di persone  per ipotermia ( assideramento).

Il sindaci di Lampedusa, G. Nicolini ha affermato “…Così non si può continuare… E’ una vergogna…”

Anche i mezzi di soccorso hanno avuto seri problemi e, tutto non fa che avvalorare la tesi che non è con il buonismo che si possono risolvere i problemi, infatti nemmeno la missione “Triton”, gestita da Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere che è subentrata all’organizzazione italiana “Mare Nostrum” è poi stata questa grande svolta.

Per risolvere queste tragedie è necessario prendere altri provvedimenti, non basta cercare di salvare questi sventurati quando spesso è ormai tardi, ma bisogna prendere accordi con i paesi di origine: Ankara, Egitto, Tunisia, Libia.

Sull’isola di Lampedusa sono attese, in questi giorni, altre imbarcazioni, malgrado le condizioni del mare siano proibitive.

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