AERBUS 320: DI CHI E’ LA COLPA?

Urla, paura, terrore, pazzia, follia, questi sono i sentimenti che hanno invaso alle ore 11:00 del mattino di martedì 24 marzo 2015 “un Airbus A 320”, in volo dalla Spagna alla Germania che si è andato a schiantare sul massiccio delle Alpi francesi.

Il disastro ha causato la morte di 150 persone, di cui 144 erano i passeggeri (tra questi vi era un’intera scolaresca in viaggio premio e due neonati) e sei i membri dell’equipaggio.

Il presidente francese F. Hollande ha accolto la cancelliera tedesca A. Merkel e il primo ministro spagnolo M. Rajon, al campo base di Seyne-Alpes, subito presenti sul luogo del disastro.

Il ministro degli Esteri francese ha confermato che sono all’incirca 13 le nazionalità coinvolte, oltre a tedeschi e spagnoli, c’erano: australiani, statunitensi, colombiani, iraniani, venezuelani, un giapponese, un belga, un danese, un turco, anche se non è ancora certa la nazionalità di tutte le vittime.

Le cause del disastro sono ancora poco chiare e molte sono state le ipotesi che si sono fatte, una delle quali era stata addebita al portellone anteriore dell’aereo; infatti l’aereo era rimasto fermo per problemi tecnici, lunedì 23 marzo.

Il  ritrovamento di una delle due scatole nere ha dato il via a delle nuove ipotesi, infatti, secondo la Procura francese lo schianto sarebbe stato provocato volontariamente dal copilota. Il giovane copilota tedesco era A.G. Lubitz di appena 28 anni con 630 ore di volo e che da 6 anni coadiuvava i piloti. In molti lo hanno definito “calmo e preciso” tuttavia il giovane durante il suo addestramento come pilota era stato sospeso per depressione.

Nelle operazioni di soccorso sono stati coinvolti circa 300 vigili del fuoco, 300 agenti di polizia, 17 tra elicotteri e aerei militari, diversi psicologi e medici.

L’aereo era in servizio da 24 anni ed era uno dei modelli di Airbus più affidabili e diffusi.

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