LA XYLELLA

I contadini sono disperati, la Puglia è considerata da sempre la terra degli ulivi millenari, alcune piante pare che potrebbero addirittura risalire a circa 3 mila anni fa, di certo molti alberi risalirebbero all’epoca  degli antichi  Messapi (antica popolazione italica stabilitasi nel Salento risalente all’VIII secolo a.C.).

La nostra è quindi una regione invidiata da molti, ma purtroppo è stata anche sempre sfruttata e abbandonata; ora oltre alle tante urgenze che ci sono c’è anche quella della Xylella, che cos’è la Xylella? Cosa fare? Perchè ne è stato sottostimato il pericolo sapendo che il batterio è molto aggressivo?

E’ questo degli ulivi un grande patrimonio che caratterizza il paesaggio del territorio pugliese, nella nostra terra infatti è custodito un vero e proprio tesoro, una distesa di ulivi millenari che ha generato un paesaggio unico: frantoi, masserie, ipogei e,  tutto ciò fu anche possibile grazie all’antica via Traiana che nel 109  d.C. l’imperatore Traiano fece costruire nel territorio di Ostuni( Puglia-Salento),  questo territorio divenne così un centro  di vitale importanza, infatti  la Puglia fu una via che permise lo sviluppo del commercio dell’olio (le navi  cariche di vasi contenenti il prezioso oro giallo univano il sud Italia con il nord Italia e l’Europa).

Questo malattia in Puglia era un problema noto già 2 anni fa, bisognava assolutamente evitare la diffusione, nel 2013 gli alberi da tagliare erano solo pochi, infatti è già da molti anni che si cerca di debellarlo senza successo in diverse parti del mondo, questo della eradicazione  è sempre stato  l’unico modo.

La Xylella è un batterio noto per essere un microrganismo dannoso per le coltivazioni agricole, provoca malattie negli ulivi, viti, peschi, agrumi, oleandri.. Questo batterio si trasmette attraverso un insetto che provoca un gel nel legno che ostruisce il flusso dell’acqua nella pianta.

La malattia era nota già nel 1889 poichè aveva infestato e devastato oltre 40 mila acri di vigneti in California. Il patologo N.B. Pierce già nel 1892 ne descrisse la malattia, la sua pericolosità  e le misure da prendere.

La diffusione della malattia è da  quel periodo notevolmente aumentata a causa di una piccola cicala originaria del sud-est degli Stati Uniti, che nutrendosi proprio della linfa grezza ne diffonde il batterio.

In Puglia  l’olio è oro e significa posti di lavoro e le scene di donne e uomini arrampicati sulle recinzioni e sugli stessi alberi descrivono la disperazione della comunità, quasi l’intera provincia di Lecce è infetta e la malattia può diffondersi, per proteggere gli undici milioni di ulivi tanti volontari scendono in campo per attuare le  ” buone pratiche” di : potatura, aratura, sfalcio, rimedi si  spera questi contro la eradicazione e non quelle chimiche.

I contadini protestano, gli alberi non si toccano. Poveri contadini e poveri noi, ma il governo cosa pensa di fare?

Dai laboratori è giunta una notizia positiva, infatti hanno stabilito che fortunatamente non ci sono funghi che potrebbero causare infezioni agli uomini.

 

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