DOMENICA DI PENTECOSTE – ANNO B (Gv 15, 26-27; 16, 12-15)

Con la solennità di Pentecoste si conclude il tempo di Pasqua. Oggi celebriamo la nuova creazione operata dall’effusione dello Spirito sui credenti. La Chiesa, preparata dalla missione di Gesù, si scopre carismatica e missionaria, insignita dell’altissima dignità di annunciare il Vangelo e di preparare il ritorno glorioso del Figlio dell’Altissimo. La Chiesa in uscita rivela la propria identità, nella fedeltà al mandato ricevuto dal suo Signore.

Notiamo che la prima caratteristica dello Spirito è l’essere tutti insieme (epì to autò), espressione greca che indica una comunione affettiva tra le persone. Lo Spirito crea comunione, appianando, dove sussistono, rivalità e conflitti, fazioni e gelosie. Nel cenacolo gli Apostoli vivono una comunione amicale e affettiva in Cristo.  La Chiesa, nata dall’effusione dello Spirito, si presenta come comunità santa e unita pur nella diversità e nella molteplicità di lingue, popoli e culture. Ed ecco la seconda caratteristica: unità nella diversità, convivialità delle differenze ad immagine della Trinità.

Come viene descritto l’evento della Pentecoste? L’Evangelista descrive l’irruzione dello Spirito nel cenacolo, ricordando la teofania del Sinai (Es 19, 18). In quell’occasione Dio consegna ad Israele i “dieci comandamenti” in segno di Alleanza, facendone un unico popolo. Nella Pentecoste lo Spirito Santo di tanti uomini e donne fra loro diversi crea una sola famiglia: la Chiesa. L’evento che celebriamo si oppone alla Babele che disperde e disgrega. Uno sguardo sull’attuale condizione dell’umanità basterebbe a farci comprendere quanto sia urgente invocare lo Spirito perché sani e ricomponga, unisca e santifichi tutto ciò che è malato e diviso: uomo e creato.

La Chiesa credibile deve essere unita, per concentrarsi esclusivamente sull’annuncio del Cristo risorto. Le porte del cenacolo sono state aperte, non possiamo più indugiare. Il tempo è breve: è l’ora della missione. Con la coscienza che lo Spirito anima la nostra missione, mentre la Parola ne è la protagonista, prepariamoci tutti a celebrare  -non solo oggi, ma ogni giorno- l’evento della Pentecoste.

Dall’interiorità profonda della nostra esperienza contemplativa scaturiscano la parola, il servizio e la missione per un’aurora di pace che inondi tutta la Terra.

Vieni Spirito Santo, vieni ad asciugare lacrime di dolore e di morte, perché vogliamo piangere solo di gioia. Siamo figli tuoi, tua eredità e tuo vanto.

Di: P. Francesco Marino O.P.

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