LE DIPENDENZE PATOLOGICHE E LA LORO PREVENZIONE

Nella serata di venerdì 12 giugno nella bucolica cornice di Villa Ciccorosella a Palo del Colle (BA) il locale Lions Club ha tenuto un interessante meeting scientifico in cui si è trattato di  dipendenze patologiche. Argomento particolarmente sentito e attuale, per effetto del registrarsi di tutta una serie di nuove forme di dipendenza: dall’abuso di stupefacenti alle ludopatie, allo shopping compulsivo, alla cybersexuality.

I lavori della serata sono stati aperti dal presidente del club, l’imprenditore Nicola LIANTONIO, mediante il tradizionale colpo di martelletto sulla campana che in tutto il mondo scandisce e suggella ritualmente l’avvio ed il termine di qualsivoglia manifestazione lionistica.

Di fronte ad un pubblico numeroso ed interessato, ha inizialmente preso la parola il dottor Giovanni FIORE, già aiuto nel Reparto di Medicina Sociale dell’Ospedale “Di Venere” di Carbonara, che ha inquadrato nosograficamente l’argomento, per poi stigmatizzarne le più deleterie conseguenze sociali.

Ha, quindi, tenuto il suo apprezzato intervento il dottor Cosimo LERARIO (membro dell’Associazione APULIAONLUS e collaboratore di questa testata online) che ha illustrato i principali strumenti e le più remunerative strategie di prevenzione ad ampio raggio delle patologie maggiormente incidenti sulla popolazione, soffermandosi sulle modalità di applicazione degli stessi anche ai disturbi correlati alle dipendenze nuove e vecchie. A tale proposito ha voluto chiudere la propria esposizione ricordando il genocidio generazionale che negli anni ’80, per effetto del diffuso utilizzo di eroina iniettabile, ha letteralmente decimato almeno due generazioni di giovani adulti.

LERARIO ha peraltro ribadito con fermezza il proprio ruolo di Colonnello medico del corpo sanitario dell’Esercito quando, nel corso del dibattito finale, ha risposto ad un polemico intervento pervenuto dal pubblico circa il ruolo dello Stato Italiano nelle gestione degli stupefacenti in campo farmaceutico, precisando come la attuale coltivazione e trasformazione industriale di marijuana a cura dello Stabilimento Chimico Farmaceutico dell’Esercito di Firenze ottemperi ad una precisa richiesta del Governo:  quella di surrogare la carenza di farmaci destinati alla terapia delle malattie rare non prodotti dalla case farmaceutiche perché di scarsa remunerazione economica. << Solo nella nostra nazione – ha affermato – sono centinaia i pazienti affetti da Sclerosi Multipla in attesa di sperimentare l’efficacia antidolorifica ed antispastica dei derivati della marijuana. Si è quindi deciso di promuoverne la produzione commerciale in piena sicurezza, utilizzando le migliori capacità tecnico – scientifiche patrimonio delle Forze Armate. E’ proditorio, solo per questo, parlare avventatamente di “Droga di Stato”.>>

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