XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B – Gv 6, 60-69

La Parola di Dio in questa domenica presenta una durezza che i discepoli non possono comprendere, non in questo colloquio con il Maestro che li invita a scegliere da che parte stare e chi vogliono servire. Davanti al bivio gli Israeliti fanno memoria di tutto ciò che il Signore ha operato per loro e rispondono a Giosuè di non volere servire altri dei se non l’unico Dio di Israele.

La domanda viene posta anche a noi discepoli, interpellati circa la qualità della nostra fede che, pur non vedendo, crede. Essa non è affatto scontata, infatti, produce scandalo e induce molti discepoli a non seguire più Gesù. Dinanzi alla loro reazione, Gesù ne smaschera la causa: hanno messo al centro il messianismo della “carne, e poiché le loro aspettative sono state deluse non hanno scorto più alcun motivo per accettare la proposta di vita del Maestro. Si tratta di discepoli che avrebbero potuto riconoscere la loro impotenza e chiedere aiuto, ma non lo hanno fatto: hanno preferito ascoltare se stessi piuttosto che la voce dello Spirito che dà la vita e il Padre che li attira verso il Figlio. Ciò non è vero anche per noi, soprattutto quando il cielo sembra chiudersi alle famigerate risposte che attendiamo da tempo?

La sequela di Cristo deve avvenire in piena libertà, perciò Gesù non impedisce loro di andare via, compresi i Dodici. Ma è qui che interviene Pietro a nome di tutti: «Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6, 68). Solo le parole di Gesù, sembra voler dire Pietro, donano una vita piena e abbondante. In alcuni momenti della nostra vita, anche noi siamo posti dinanzi a un bivio: perseverare o rinunciare alla sequela per seguire il largo e comodo sentiero degli idoli. In quei momenti diventa fondamentale la memoria, che ci aiuta a ricordare ciò che Dio ha compiuto per noi e chi è Gesù per noi.

Beati siamo noi che crediamo e celebriamo, lodiamo e ringraziamo, condividiamo e speriamo, pur tra innumerevoli dubbi e difficoltà. Risuoni anche per tutti noi la certezza che solo Gesù Cristo ha parole di vita eterna.

Di: P. Francesco Marino O.P.

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