XX SETTEMBRE 1870 – XX SETTEMBRE 2015: 145° ANNIVERSARIO BRECCIA DI PORTA PIA.

Cosa accadde il XX settembre 1870? Ma soprattutto cosa rimane oggi, a 145 anni dalla breccia più famosa d’Italia, di quella storica giornata?  Poco, se non addirittura nulla visto che in molti alla domanda: cosa accadde il XX settembre, risponderebbero facendo spallucce o al massimo, i più istituzionali, fornendo le indicazioni per il Ministero delle Finanze o della Difesa. E allora proviamo un po a rinfrescare la memoria storica nelle coscienze di quanti ancora non hanno trovato la risposta su internet.

La Breccia di Porta: segnò l‘annessione di Roma al Regno d’Italia, di cui sarebbe divenuta capitale l’anno seguente (con il trasferimento da Firenze – legge 3 febbraio 1871, n. 33), decretò la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi.

L’anniversario del XX settembre è stato festività nazionale fino alla sua abolizione dopo i Patti Lateranensi nel 1929, quando la ricorrenza fu cancellata da Mussolini per compiacere il Papa e le gerarchie ecclesiastiche al fine di rinforzare il suo consenso e rinforzare la sua fama di “Uomo della Provvidenza”.

I fatti

Premessa alla decisione di riportare la Capitale del Regno a Roma si trovano già nel discorso di Cavour al parlamento italiano del 27 marzo 1861. Lo statista, infatti, confidava nel fatto che l’Europa avrebbe appoggiato il suo disegno di annessione in nome del principio della separazione tra potere spirituale e potere temporale:“libera Chiesa in libero Stato” .

La morte di Cavour segnò lo stallo del processo di unificazione, che riprese Il 14 luglio 1870, quando il governo di Napoleone III dichiarò guerra alla Prussia. Guerra franco-prussiana dalla quale il Secondo Impero uscirà sconfitto e, con la proclamazione della Terza Repubblica, arriverà per l’Italia l’occasione tanto attesa.  Venuta meno la protezione francese il 29 agosto 1870 il Ministro degli Affari Esteri, il marchese Emilio Visconti Venosta, inviò a Parigi una lettera con cui tratteggiava le ragioni italiane e parimenti diffuse, a tutti i rappresentanti di Sua Maestà all’estero, una circolare con la quale si spiegavano alle potenze europee le garanzie che venivano offerte al Pontefice a tutela della sua libertà.

Il passo successivo fu la costituzione di un Corpo d’osservazione dell’Italia centrale, il cui comando fu affidato al generale Raffaele Cadorna (padre di quel Luigi sostituito da Diaz, per manifesta incapacità, nella Prima Guerra Mondiale).

Le operazioni militari iniziarono la mattina del 20 settembre, quando il 7°  reggimento di artiglieria di Pisa (le cui tradizioni sono oggi ereditate del 7° reggiemnto NBC di stanza in Civitavecchia) aprì il fuoco indirizzandolo dove le mura erno meno alte, ed aprì una breccia di circa trenta metri nelle mura della città, accanto a Porta Pia.

La battaglia si concluse in poche ore con un bilancio di vittime contenuto: 32 morti e 143 feriti tra le fila italiane; 15 morti e 68 feriti tra le truppe di Pio IX.

Il Papa condannò aspramente l’atto, con il quale l’Italia poneva fine al secolare dominio su Roma, si ritirò in Vaticano , dichiarandosi “prigioniero” fino alla morte e non riconoscendo la sovranità italiana sulla Città eterna. Il parlamento italiano, per cercare di risolvere la questione, promulgò nel 1871 la Legge delle Guarentigie che fu respinta dal Santo padre e che lasciò aperta la “questione romana” fino al 1929 quando furono firmati i Patti Lateranensi.

Forze in Campo

Italiani – 65.000

Truppe pontifice e francesi: 13.624

La Storia del 7° reggimento: http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/aree-di-vertice/comando-delle-forze-operative-terrestri/Comando-Artiglieria/7-Reggimento-Difesa-NBC-Cremona/Pagine/la-storia.aspx

 

 

 

 

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *