LA DOMENICA SPORTIVA

Va in archivio un ricco weekend sportivo, di quelli in grado di mettere alla prova anche le coppie più affiatate.

Partenza in salita per l’Italrugby in Coppa del Mondo. Tutto come tristemente previsto nel tempio londinese di Twickenham, contro una Francia tutt’altro che incontenibile. Gli azzurri si arrendono per 32 a 10 contro i cugini d’Oltralpe, denunciando evidenti limiti che sono prima tecnici e poi di temperamento. Gli stessi limiti che, ormai, sembrano caratterizzare l’intero movimento nostrano della palla ovale. Non esiste, infatti, alcuno sport di squadra (calcio escluso) che abbia ricevuto nell’ultimo decennio più attenzione, copertura mediatica e, conseguentemente, finanziamenti, senza peraltro cavarne un ragno dal buco. In barba a terzi tempi e maschia sportività, si ha quasi l’impressione che il buonismo alla “bravi lo stesso” sia proprio la causa di quello che si preannuncia come l’ennesimo fallimento.

Fallimento che sembra essere sconosciuto alla nazionale spagnola di basket, che a Lille conquista il terzo titolo europeo schiantando una Lituania mai in partita. Come i precedenti, è un successo tinto di azzurro. Quello del coach bresciano Sergio Scariolo, tornato da pochi mesi alla guida degli iberici. Un compito il suo sicuramente facilitato dalla presenza di un certo Pau Gasol (MVP della finale) nel quintetto base. L’intelligenza tattica, però, è tutta sua. Gli va riconosciuto, infatti, di aver fatto tesoro degli errori difensivi palesati proprio contro l’Italia e di aver saldato l’armatura di quella che, già in partenza, era considerata da tutti la corazzata da affondare. La scuola italiana, insomma, può ancora fare scuola a livello continentale e se in federazione stanno pensando ad un sostituto per Pianigiani, un’idea ci sarebbe.

Chi di sostituzioni ne ha operate parecchie, ad inizio stagione, è senza dubbio la Ferrari. In molti avevano tacciato di supponenza ed irriconoscenza il padre padrone Marchionne. Se il fenomeno Vettel metteva più o meno tutti d’accordo, molte perplessità erano concentrate in capo al nuovo team principal Maurizio Arrivabene (altro bresciano doc). Che sembrassero quantomeno ingenerose si era intuito già in Malesia, al secondo appuntamento della stagione. Che fossero totalmente infondate si è capito nella calda serata di Singapore. La Scuderia Ferrari domina un fine settimana iniziato con la ritrovata pole position, e concluso con Vettel sul gradino più alto di un podio che più rosso non si può. È l'(italo)australiano Ricciardo a precedere il sempre algido Raikkonen, finalmente in stato di grazia e libero da ogni sorta di maleficio, che centra un terzo posto che vale una vittoria.

Vittoria che meritatamente arriva per la prima volta in questo campionato per la Juventus. E’ questa la notizia della 4^ giornata di serie A. A Marassi l’undici di Allegri espugna un Genoa ridotto in 10 per buona parte dell’incontro, con un ritrovato Pogba, autore di una rete su rigore ed artefice dell’autogoal di un insufficiente Lamanna. Nell’anticipo di sabato il Milan ha avuto la meglio di un Palermo mai domo, grazie alla prima doppietta italiana di Bacca. A tratti spumeggiante, la squadra di Mihajlovic conferma le buone cose messe in luce nel derby e si ritaglia di diritto un posto tra le pretendenti ai piani alti della classifica. Un passo indietro lo fa la Roma che non va oltre il pareggio contro la bestia nera Sassuolo. In debito di energie ed in leggera involuzione tattica, la squadra di Garcia perde l’occasione di rimanere agganciata alla vetta e di onorare con i tre punti la trecentesima rete in giallorosso del suo capitano Francesco Totti. In vetta a punteggio pieno rimane l’Inter, che vince di misura contro un ostico Chievo. È, per il momento, un’Inter cinica e concreta, ben lontana dall’idea di calcio che incarnava il Mancini giocatore. Certo, se ancora una volta Handanovic esce tra gli applausi e si conferma il migliore in campo significa che per il tecnico di Jesi di lavoro da fare ce n’è ancora abbastanza. Chi di lavoro sembra averne fatto parecchio nelle ultime settimane è Maurizio Sarri. Il suo Napoli a trazione anteriore rifila una sonora manita ad una Lazio allo sbando ed in evidente stato confusionale. Quasi a scansare in un colpo solo tutte le ombre che sulla sua gestione si erano addensate nell’ultimo periodo. Il Napoli c’è e le sue intenzioni sembrano molto serie.

Di: Matteo Marti

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