L’Inter stecca, la Viola suona

Quello andato in scena alla Scala del calcio di Milano, nella sesta giornata di serie A, è un dramma in due tempi. Anzi uno. Tanto è bastato alla Fiorentina per schiantare un’Inter meno che mediocre e mettere in ghiaccio uno scontro mai cominciato.

Dopo il derby settembrino, un Meazza delle grandi occasioni ha fatto da cornice alla vera prima della stagione 2015/2016. Il primo incontro al vertice tra le squadre che, dati e giornali alla mano, meglio avevano fatto e più avevano convinto nelle precedenti esibizioni. Alla prova dei fatti, i 90 minuti regalano al campionato più pazzo del mondo due verdetti.

Se in questo momento la massima serie italiana può vantare una Berliner Philharmoniker, è senza dubbio la Fiorentina. Un’orchestra affiatata, esperta, nella quale tenori spagnoli e violinisti balcanici duettano alla perfezione, diretti magistralmente da un Paulo Sousa in versione Von Karajan. Il risultato è un crescendo rossiniano degno di Covent Garden.

Di contro l’Inter, che sino a ieri aveva fatto cassa suonando in teatri di second’ordine sfruttando al meglio una prima parte di cartellone non proibitiva. Un undici quello nerazzurro che stecca il primo concerto impegnativo, e che esce ridimensionato a rango di banda paesana. La sensazione, infatti, è esattamente quella. Un manipolo di musicisti (molti normalissimi, altri forse talentuosi) nel quale ognuno suona se e quando ne ha voglia e fatica ad andare a tempo con il vicino. Tutto ciò può bastare per fare bella figura alla sagra della salamella, non certamente al Concerto di Capodanno.

Se è vero che certe serate capitano e che anche il profano Peppe Vessicchio ieri avrebbe operato scelte più accorte, il maestro Mancini non può cercare scusanti nel forfait all’ultimo secondo del solista Jovetic. Già da stamattina dovrà chiudersi in sala prove ed analizzare il fiasco nei minimi dettagli, cercando di recuperare il filo dello spartito insieme ad i suoi orchestrali. Gli appuntamenti più difficili devono ancora arrivare. Regio, San Carlo, Teatro dell’Opera. Palcoscenici che non ammettono distrazioni o imprecisioni. Intanto c’è già chi giura che quest’anno sarà un grande Maggio Fiorentino.

Di: Matteo Marti

Sfida tutta slovena dagli undici metri tra Ilicic e Handanovic.
Sfida tutta slovena dagli undici metri tra Ilicic e Handanovic.
Serata da dimenticare per un Mancini non esente da colpe.
Serata da dimenticare per un Mancini non esente da colpe.

 

Fiorentina intelligente, geometrica ed elegante. Proprio come il Paulo Sousa giocatore.
Fiorentina intelligente, geometrica ed elegante. Come il Paulo Sousa giocatore.

(Foto ANSA)

 

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