ACCADDE OGGI…

Il 2 ottobre del 1187  Saladino, condottiero e sultano curdo, tra i più grandi strateghi di tutti i tempi e fondatore della dinastia ayyubide in Egitto, Siria e Hijaz, entrò trionfante nella città di Gerusalemme. I combattimenti si svolsero a Hattin(o Ḥiṭṭīn), nei pressi di  Tiberiade, Israele. Il Saladino al comando  dell’esercito ayyubide sconfisse i crociati nella decisiva battaglia di Hattin nel 1187, aprendo la strada alla riconquista musulmana della Palestina che era occupata dai crociati da  88 anni, decretando  della fine del Regno crociato e la riconquista islamica

La battaglia ebbe inizio il 4 luglio 1187  fra le forze musulmane del sultano Saladino e quelle cristiane crociate comandate da Giudo di Lusignano, re di Gerusalemme per aver sposato  la sorella del defunto re di Gerusalemme, Baldovino IV, morto all’età di 24 anni in quanto malato di lebbra. La mattina del 4 luglio i Crociati erano accecati dal fumo, attraverso il quale la cavalleria del Saladino li falciava con frecce, assetati e demoralizzati, i Crociati abbandonarono il campo e cambiarono direzione per le fonti di Ḥaṭṭīn, ma il loro tentativo fu bloccato dall’esercito nemico, i Crociati furono circondati e dopo tre cariche furono sconfitti . Il fallimento della Seconda Crociata si deve proprio all’inetto Giudo di Lusignano, tale sconfitta portò al ricostituirsi dell’egemonia musulmana nella regione mediorientale; durante la battaglia rimasero uccisi tutti i cavalieri Templari e gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme i soli prigionieri verso i quali il Sultano non mostrò la consueta clemenza, questi strani monaci soldati, erano infatti i veri Crociati perpetui, i soli non disposti a scendere a compromessi o tradire il loro voto di combattere per la fede Cristiana. La loro era una Crociata permanente, combattuta fino al martirio. Gerusalemme si arrese in ottobre, lasciando in mano ai crociati la sola città di Tiro, in Libano. Durante i combattimenti una porzione della Vera Croce, di cui erano custodi i cavalieri nella città di Gerusalemme, cadde nelle mani dei mussulmani che probabilmente la dispersero o la distrussero facendone perdere  per sempre le tracce. Secondo la tradizione cristiana, la Vera Croce era stata ritrovata a Gerusalemme nel IV secolo, e conservata in parte lì, in parte  a Costantinopoli e in parte a Roma. La reliquia di Gerusalemme vi rimase fino al 1187, quando se ne persero le tracce dopo la conquista della Città Santa. In diversi luoghi esistono frammenti che si vorrebbe provengano da essa.

Saladino è considerato  uno dei più grandi strateghi di tutti i tempi ed è diventato una figura di spicco nella cultura musulmana, araba, turca e curda. Il sultano nacque a  Tikrit (Mesopotamia attuale Iraq) e morì nel 1193  a Damasco, prima di morire devolse  gran parte della sua ricchezza ai suoi sudditi; studiò a lungo e con brillanti risultati tanto le materie giuridiche quanto quelle letterarie.  divenne un importante comandante militare.

–  Dal  2 ottobre del 31 luglio 2005 si festeggia  la Festa dei nonni; la ricorrenza è abbastanza recente, per quanto riguarda il nostro Paese, l’istituzione di tale ricorrenza, fu quello di incentrare l’attenzione delle famiglie sul ruolo di primaria importanza svolto appunto dai nonni e nonne l’ evento è così importante che non a caso è stata scelta tale data. Infatti, secondo la religione Cattolica, il giorno 2 ottobre di ogni anno è espressamente dedicato agli Angeli Custodi.

La ricorrenza è stata introdotta negli Stati Uniti nel 1978 su proposta di Marian McQuade, una casalinga del West Virginia, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. La donna iniziò a promuovere l’idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni nel 1970, lavorando con gli anziani già dal 1956, riteneva, infatti, che i nonni fossero portatori di conoscenza ed esperienza.

–  Il 2 ottobre 1944 termine Rivolta di Varsavia,  Il tragico fallimento dell’insurrezione secondo alcuni documenti storici è da ricondurre  al mancato soccorso ai rivoltosi da parte dell’Armata Rossa. L’esercito tedesco invase la Polonia il 1 settembre 1939 ma a differenza di quello che sarebbe accaduto  nella primavera del 1940 con l’invasione dell’esercito tedesco in Francia, la Polonia non capitolò, i principali leader politici fuggirono infatti a Londra, dove costituirono un governo provvisorio, determinati a continuare la guerra a fianco degli alleati, costituendo  un esercito clandestino. Nel 1944, quando la sconfitta tedesca appariva ormai inevitabile e l’Armata Rossa sovietica  era ormai penetrata in territorio polacco, il governo in esilio ed i vertici militari sentirono la necessità di voler combattere l’invasore  nazista. La rivolta scattò il 1 agosto e colse di sorpresa la guarnigione tedesca. La battaglia tuttavia trasformò la città di Varsavia in un inferno che colpì duramente la popolazione civile, infatti il  comandante supremo delle SS diede l’ordine di uccidere senza distinzione di età, di sesso e di funzione (bambini, donne, personale medico ecc.). L’ Esercito Nazionale polacco disponevano solamente di armi leggere (solo uno su dieci aveva un fucile all’inizio della rivolta), di poche mitragliatrici  e di alcuni cannoni controcarro; la resa dell’Esercito  Nazionale fu inevitabile e fu siglata il 2 ottobre 1944.

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