Non ti riconosco Mou

Nella colonna di destra della classifica, con soli 8 punti, dopo otto giornate di campionato, non si era mai trovato neanche ai tempi dell’União Leira. José Mourinho non è certo tipo da farsi intimorire per così poco. Lui che le sfide le ha rincorse, fronteggiate e spesso vinte, per tutto l’arco della sua ancor breve carriera. Questa, però, ha tutta l’aria di non essersela cercata. Ed è talmente nuova che rischia di trovarlo impreparato.

Nuovo è anche l’atteggiamento con il quale lo Special One sta approcciando la situazione di crisi. A sorprendere, infatti, non è la spavalderia con la quale  Mourinho continua a professarsi il migliore, a fronte di una serie di risultati disastrosi. Quanto piuttosto il dito puntato, e senza mezzi termini, contro i suoi giocatori.

Da Oporto ad Appiano Gentile, passando per Stamford Bridge, le imprese del Vate di Setúbal sono sempe nate nel fortino dello spogliatoio. Compatto, granitico, inespugnabile. Un copione visto e rivisto, più simile ad un trattato di psicologia che alla trama di una telenovela. José, il leader, a sacrificarsi e fare da parafulmini durante la tempesta, pur di preservare la serenità dei suoi seguaci. I giocatori, i legionari, pronti ad immolarsi e morire per il loro condottiero. Il tutto con in sottofondo la solita colonna sonora: il rumore dei nemici.

Tra il tecnico portoghese ed i Blues, l’empatia non ha mai raggiunto livelli così bassi. La comprensione e la partecipazione intima allo stato d’animo dei suoi undici stanno ripetutamente lasciando spazio a veementi dichiarazioni di censura e secche prese di distanze. È ancora presto per dire se sia solo una nuova strategia o se Mou stia cominciando a togliersi qualche sassolino dalle Church’s. Ma una cosa è certa. A Parigi, Manchester e ovviamente Milano, la cosa non è passata inosservata.

Il Chelsea, nel frattempo, getta acqua sul principio d’incendio rinnovando pubblicamente la fiducia al suo allenatore. E fa bene. Anche perché, contratto alla mano, la sua cacciata costerebbe ad Abramovich un rosso di una cinquantina di milioni; sterlina più, sterlina meno. Del resto, come Mourinho , il magnate russo non è un pirla.

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