ACCADDE OGGI…

– il 10 ottobre 1877, la salma di Custer  fu recuperata e sepolta, nel cimitero dell’Accademia Militare di  West Point ( New York) ove ancora oggi si trova. Sulla tomba all’inizio fu posta una statua di bronzo che però, fu in seguito rimossa; oggi il luogo di sepoltura di Custer è contrassegnato da un obelisco. Custer è universalmente conosciuto perché il 25 giugno del 1876, venne combattuta la battaglia di Little Big Horn (nel territorio del Montana), fra una coalizione di tribù  di nativi: Lakota ( Sioux) – Cheyenne  e il 7°  Cavalleggeri  dell’esercito statunitense comandato dall’ufficiale George Armstrong Custer. Lo scontro fu cruento e dei circa 260 caduti, quasi 90 non erano  statunitensi e  avevano difficoltà anche ad interpretare la lingua, molti uomini erano scarsamente addestrati, pochi sapevano effettivamente sparare e taluni non sapevano andare neppure a cavallo.Della colonna comandata da Custer pochi furono i sopravvissuti  nella battaglia del Little Big Horn, tra questi ci fu il trombettiere  John Martin. 

ANTEFATTO:

Nel 1874 un drappello di soldati era penetrato nel territorio delle Black Hills, che era stato assegnato agli Indiani come Riserva e vi aveva scoperto un ricco giacimento d’oro. Appena si sparse la notizia, migliaia di cercatori d’oro e di avventurieri si precipitarono nelle Black Hills. I Pellirosse si ritennero traditi e scesero sul sentiero di guerra, abbandonando le Riserve e attaccando senza sosta gli invasori Bianchi.

Dice Toro Seduto: Non ho mai occupato terre appartenenti all’Uomo Bianco. Non ho mai commesso saccheggi nella terra dell’Uomo Bianco. L’Uomo Bianco ha invaso la mia terra e mi ha perseguitato. L’Uomo Bianco mi ha costretto a combattere per i miei territori di caccia. 

Il presidente degli Stati Uniti, Ulysses S. Grant (1822 – 1885), incaricò il generale Alfred H. Terry (1827 – 1890) di dirigere le operazioni contro di essi. Quest’ultimo si reco a Fort Lincoln dove mise a punto il suo piano per la Campagna, in modo da dare una buona lezione agli “sporchi Indiani”. Il 17 giugno i cavalleggeri di George Crook furono attaccati sul Rosebud da un gruppo di Sioux.  Alfred H. Terry decise di dare il colpo decisivo. Comunicò a George Armstrong Custer, a Fort Lincoln, l’ordine di mettersi immediatamente in cammino, ma di ritirarsi all’apparire del nemico e di attendere rinforzi, ma Custer non obbedì all’ordine del suo generale superiore Terry e attaccò le forze unite delle tribù al Little Big Horn. Nemmeno per un istante Custer sospettò che gli Indiani potessero essere numericamente superiori. I guerrieri indiani erano circa 3.000 inoltre i Sioux e i Cheyenne avevano  a loro disposizione fucili migliori di quelli dei soldati americani. Senza alcun dubbio la Battaglia di Little Big Horn è stata la più grande disfatta inflitta agli USA dagli Indiani.  Custer era chiamato dagli Indiani  “Capigliatura Gialla”, nel 1868 si era reso responsabile del massacro della pacifica tribú dei Cheyenne di Caldaia Nera. Vennero massacrati fino all’ultimo bambino, nonostante che sulla tenda del capo sventolasse, in segno di pace, la bandiera americana e sette capi Sioux e Cheyenne avevano giurato di scotennare Custer.

– Il 10 ottobre del 1906 Gesuè  Carducci riceve dall’Accademia svedese  il premio Nobel per la letteratura grazie alla sua approfondita ricerca critica, alla sua freschezza di stile e alla forza lirica che caratterizza i suoi molti capolavori. Gesuè Carducci  è stato  poeta, scrittore, insegnante, critico, anticlericale, fu il primo poeta italiano a ricevere il premio Nobel, il poeta nacque  nel 1835 a Valdicastello, località di Pietrasanta, ma passa gran parte della sua vita in Maremma, l’Accademia svedese gli assegna questo premio dichiarando: “non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”

A vincere il premio Nobel per la letteratura oltre a Carducci lo furono anche: Grazia DEledda, prima e unica donna, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo  che è stato anche l’ultimo italiano a vincerlo nel campo della letteratura, oltre gli  italiani che hanno ricevuto il premio  per la letteratura altri  li hanno vinti nel campo della Medicina i premiati sono stati sei, compresi grandi ricercatori come Rita Levi-Montalcini e Renato Dulbecco, ma anche Camillo Golgi, scopritore dell’apparato cellulare che studiamo ancora oggi a scuola. Ci sono stati cinque italiani premiati col Nobel per la Fisica, mentre un solo Nobel per la Chimica. Tra i premiati ce n’è stato anche uno per la Pace. Il Nobel più recente assegnato a un italiano è stato quello al genetista Mario Capecchi nel 2007.

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