ACCADDE OGGI…

      – L’ultimo giorno di ora legale-      

Nella notte tra oggi e domani, si ritorna all‘ora solare. Infatti l’ora legale, in tutta l’Unione Europea, viene adottata tra l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre. Negli Stati Uniti, invece, l’ora legale termina la prima domenica di novembre, per poi ripartire la seconda domenica di marzo.

Il 24 ottobre del 1917, durante la prima guerra mondiale, venne combattuta la battaglia di Caporett  tra il Regio Esercito italiano  e le forze austro-ungariche e tedesche. Lo scontro cominciò alle ore 2:00 del 24 ottobre 1917, distraendo gli avversari con l’artiglieria pesante, le forze austro-germaniche sfondarono a nord e a sud la linea difensiva italiana. L’avanzata decisiva che provocò il crollo delle difese italiane fu effettuata dalla 12°divisione slesiana che praticamente senza essere vista dalle posizione italiane in quota sulle montagne, sbaragliò durante la marcia una serie di reparti italiani colti completamente di sorpresa, piombando su Caporetto alle 3 del pomeriggio di quello stesso giorno. La battaglia di Caporetto rappresenta la più grave disfatta nella storia dell’esercito italiano, tanto che, ancora oggi il termine Caporetto viene utilizzato come sinonimo di sconfitta disastrosa. I fatti si svolsero lungo la valle dell’Isonzo, al confine con la Slovenia, teatro delle maggiori operazioni belliche dell’esercito guidato dal comandante Luigi Cadorna. Le truppe italiane, del tutto impreparate a una guerra difensiva e duramente provate dalle precedenti undici battaglie dell’Isonzo , non ressero l’urto delle forze nemiche. Durante il primo giorno di battaglia gli italiani persero all’incirca, tra morti e feriti, 40.000 soldati. Le colpe maggiori di ordine strategico e tattico non possono che essere attribuite al comando supremo (Cadorna che considerò l’esercito come uno strumento impersonale, una sorta di oggetto inanimato), al comando d’armata interessato e ai tre comandanti dei corpi d’armata coinvolti; in quanto all’artiglieria italiana, sebbene numerosa e ben rifornita, non aveva ricevuto un addestramento sufficiente. Durante i tre anni di guerra, furono condannati dai tribunali militari, oltre 170.000 soldati, di cui 100.000 per diserzione; le condanne a morte furono più di 4 mila, di cui circa 800 eseguite. Oltre 10.000 militari si procurarono ferite volontarie per non essere destinati alla prima linea. Una tragedia nella tragedia fu quella dei profughi civili,  il trasferimento di questa gente non fu programmato e aiutato, ci furono rappresaglie  che diedero così vita  alle prime formazioni partigiane  italiane. Il bilancio fu catastrofico per gli Italiani tra morti,  feriti, decine di migliaia tra prigionieri e disertori, oltre un milione i profughi civili. Tutto ciò spinse il presidente del Consiglio dei Ministri, Vittorio Emanuele Orlando, a rimuovere Cadorna dall’incarico e a sostituirlo con il generale napoletano Armando Diaz. Fu quest’ultimo a guidare la storica resistenza lungo la linea del Piave e le altre vittoriose battaglie della Grande Guerra.

Il 24 ottobre del 1918 inizia la battaglia di Vittorio Veneto, fu l’ultimo scontro armato tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico nel corso della prima guerra mondiale. Si combatté tra il 24 ottobre e il 4 novembre nella zona tra il fiume Piave, il Massiccio del Grappa, il Trentino e il Friuli. La battaglia di Vittorio Veneto fu caratterizzata da una fase iniziale durante la quale l’esercito austro-ungarico  oppose una valida resistenza sia sul Piave che sul Monte Grappa a cui seguì un improvviso crollo, infatti il 4 novembre 1918 venne concluso l’armistizio di Villa Giusti che sancì la fine dell’Impero austro-ungarico e la vittoria dell’Italia nella Grande Guerra.

Durante la prima guerra mondiale ci furono: 5.525.000 Militari morti, 12.990.000 Militari feriti, 4.121.000 Militari dispersi, 3.155.000 Civili morti12.801.000  di Perdite effettive. La prima guerra mondiale porta con sè la responsabilità di aver adottato su larga scala una delle più mostruose forme di conflitto mai apparse nella storia umana: l’aggressione con i gas asfissianti.

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