L’ ULTIMO ESAME

Va in scena questo fine settimana a Sepang il primo atto dello scontro tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo per il titolo mondiale classe MotoGp. Con 11 punti di vantaggio a due gare dal termine, al pesarese basterebbe “francobollare” il rivale domenica e ripetersi tra due settimane a Valencia, per portare a dieci i titoli vinti in una carriera senza precedenti. Ma è indubbio che in Malesia, dove conta più vittime di Sandokan, il campione italiano cercherà di sfruttare il “fattore campo”, affondando la zampata decisiva.

Le prove libere del venerdì non hanno emesso verdetti ma hanno contribuito ad accrescere tensione ed interesse. Con il maiorchino davanti a tutti e Rossi attardato in ottava posizione, è piuttosto complicato distinguere dove arrivino i problemi tecnici e dove comincino pretattica e battaglia psicologica. Bisognerà attendere la pole per inquadrare il potenziale del binomio VR46-M1, ben sapendo che con il centauro di Tavullia in pista il pronostico non è mai scontato.

Sarà forse un caso, ma da quando il non dover dimostrare più nulla, come un mantra, ha cominciato a scandire la cronaca sportiva degli ultimi anni, Rossi ha smesso di vincere. Ecco perché sarebbe utile rispolverare lo spirito e l’agonismo che lo hanno condotto nella leggenda delle due ruote. Quelli degli epici duelli con Biaggi, Gibernau, Stoner, per intenderci. È quanto mai fondamentale, cioè, che Valentino si convinca che c’è ancora un’ultima cosa da dimostrare prima di iniziare a pensare con serenità al ritiro: essere ancora e per sempre il numero uno.

E allora forza Valentino! Gas a manetta, piedino in fuori e staccate da brivido. Saranno tantissimi gli appassionati (agevolati tra l’altro dal ritorno dell’ora solare) a sostenerlo davanti alla TV, pronti a saltare in piedi sul divano, per dirla alla Guido Meda. In quasi vent’anni le prove superate ormai non si contano. Ma questa, se possibile, è la più importante. Del resto si sa che gli esami non finiscono mai. Anche per il Dottore.

(Foto: Insella)

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