XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La parabola odierna è una significativa allegoria volta a spiegare che cosa accade a coloro che si lasciano illuminare dalla luce di Cristo. In Bartimeo possiamo riconoscerci tutti, discepoli che seguono il Cristo per curiosità e con sospetto oppure per ricevere una guarigione fisica o implorare un aiuto per una necessità materiale. Come Bartimeo tutti siamo esortati a vedere al di là delle apparenze, per aprire gli occhi sul Vangelo e ricevere una luce dal Cielo. Tutti siamo abbracciati d’amore misericordioso, anche se mendichiamo la felicità facile che ci viene presentata nei suoi molteplici surrogati.

Di lì a poco i discepoli avrebbero visto il fallimento della vita donata di Gesù, pur avendolo contemplato trasfigurato sul monte Tabor. L’evangelista Marco, perciò, invita tutti noi a liberarci dall’accecamento, per scoprirci donati come il Maestro. Consolazione e nuovo inizio si posano su coloro che confidano in Gesù, come scrive il profeta Geremia al tempo della distruzione di Gerusalemme.

Il mondo, proprio come Bartimeo, rischia di non vivere la vita vera, plaude al denaro e al successo, ma non sempre cerca la felicità in ascolto della propria inquietudine. Oggi ci viene annunciato che della cecità spirituale che ci affligge non dobbiamo vergognarci, ma invocare, piuttosto, il Medico dell’anima, Gesù che chiama a sé i ciechi perché ricevano la luce. Chi guarda verso il basso cerca soddisfazione nel caduco che passa, ma corre il pericolo di non esplorare il proprio “io” e, dunque, di non prendere coscienza della propria malattia spirituale.

Sull’ascolto della Parola, noi, invece, desideriamo accogliere la proposta di guarigione e di salvezza di Gesù, che dice anche a noi: Coraggio! Alzati! Ti chiamo! Getta il mantello delle tue vecchie abitudini e ambisci alla vita nuova, chiedimi occhi che siano capaci di guardare in su e non occhi ripiegati sulle realtà materiali. Invoca per te una condizione di vita radicalmente nuova, che sappia discernere tutto ciò che si manifesta nel volto di una persona e nella vita di tutti i giorni. Come Bartimeo domanda anche tu uno sguardo contemplativo, per risorgere  con me a una nuova comprensione di te stesso e di tutto ciò che ti circonda. In tutto ciò non sei solo: pui contare sull’aiuto dei tuoi fratelli e, tra di essi, di alcuni fratelli che ho chiamato al sacerdozio. Sono questi i dispensatori della mia grazia, i ministri della mia misericordia

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