MOTOGP: A VALENCIA LA SFIDA FINALE

Giustizia è fatta. Rigettando il ricorso di Valentino Rossi, il TAS di Losanna conferma la condanna di un gesto scellerato che nulla ha a che vedere con lo sport e che, in ogni caso, ha segnato in maniera indelebile, quello che si preannuncia il fine settimana più infuocato che il circo del motomondiale ricordi. Il verdetto della corte di arbitrato condanna ora il centauro di Tavullia all’impresa memorabile. Nella speranza che la vena rimanga ben aperta, ad ossigenare un cervello capace di disegnare traiettorie e sorpassi dove tutti gli altri vedono soltanto detriti e ghiaia.

Come la più diabolica delle sceneggiature, il più perfido dei paradossi, come Roosvelt con Stalin,  l’unico vero alleato sul quale Rossi potrà contare può essere solo Marc “Rosicone” Marquez.  È in lui, infatti, che Valentino dovrà sperare per togliere più punti possibili a Lorenzino e portare a dieci gli allori iridati. Nel suo tentativo di preservare un briciolo di dignità sportiva. Nella sua opportunità di dimostrare che quello di Sepang è stato lo sciocco dispetto di un bambino al quale è stato sottratto un giocattolo, e nulla più. Nella sua volontà di affermare che quel bambino ha imparato la lezione ed è cresciuto.

Quello che Rossi si troverà davanti alle 14 di domenica rappresenta un vero e proprio Everest sportivo. E per scalarlo dovrà necessariamente curare ogni minimo dettaglio; ben sapendo che non tutto dipenderà da lui. Libero dalla pressione delle qualifiche, Valentino potrà sfruttare sia il venerdì di prove libere, sia il sabato per cercare di trovare da subito il perfetto set ed il giusto passo gara.

Rimane il rammarico per quello che poteva essere e non sarà. Impossibile non pensare allo spettacolo che tutti gli appassionati del mondo avrebbero potuto ammirare a Valencia se, sull’asfalto malese, Valentino avesse proseguito la sua gara senza voltarsi. Senza curarsi dell’handicap messo in preventivo e puntualmente materializzatosi. Se solo avesse accettato il quarto posto, rimandando a domenica l’ultimo assalto alla gloria. Come lo studente saggio che accetta il ventisei all’ultimo esame e, preparato e convinto, discute la tesi puntando alla lode. Il Dottore avrebbe oggi quattro miseri punti di vantaggio sullo spocchioso maiorchino. Sotto il sole iberico non ci sarebbe stato spazio per calcoli, alleanze, strategie. Entrambi avrebbero abbassato la visiera con un unico obiettivo: vincere.

(Foto: Insella)

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