L’ADDIO DEL MITO

Un sorriso beffardo compare sul volto di tutti i calciofili brasiliani, ogni volta che dall’altra parte dell’Oceano Atlantico qualcuno afferma che Gianluigi Buffon è il miglior portiere del mondo. È uno scontro di civiltà calcistiche. Un motivo ci sarà se, da Fortaleza a Porto Alegre, il portiere non è “o porteiro” ma “o goleiro“. E cosa dovrebbe fare un portiere che in oltre mille partite con la stessa maglia, segna (sì, segna) 129 goal, per essere considerato nei secoli o melhor goleiro do mundo?

Rogério Ceni lascia o futebol a 42 anni, dopo 1237 partite ufficiali con il tricolor del São Paulo sul petto. Tre volte campione paulista, tre brasileirão, due libertadores (per intenderci la Champions League che Buffon non ha mai vinto), 3 coppe sudamericane, due intercontinentali ed il mondiale del 2002 con la nazionale verdeoro. Un palmarès che, da solo, basterebbe a far abbassare molte creste che scorrazzano su tanti campi del Vecchio Continente.

Ma la cifra de “O Mito”, come affettuosamente lo chiamano non solo i tifosi paulistani, ma tutti gli appassionati brasiliani, non è nei trofei della sua bacheca personale. O almeno non solo. Rogério Ceni ha a tutti gli effetti ridefinito un ruolo. Nello sport nel quale vince chi segna un goal più dell’avversario, lui ne ha realizzati 129, con i guantoni alle mani. 60 su punizione e 69 su rigore, per la precisione. Per farsi una idea, basti pensare che, nella classifica di tutti i tempi di quello che era il campionato più bello del mondo, Ceni si piazzerebbe davanti a mostri sacri come Rivera (128), Shevchenko (127), Vialli (123), Ibrahimovic (122) e Mazzola (116).

È vero, ci sono altri strumenti con i quali un portiere può incidere sul risultato di un match e sulle sorti di una stagione. Un portiere può dare sicurezza e far girare al meglio tutta la difesa. Può essere insuperabile dagli undici metri e una calamita nelle uscite. Può anche essere un uomo spogliatoio e far rigare dritto le giovani leve. Ma nel calcio i numeri contano eccome. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia. E da 129 goal. In bocca al lupo Rogério. Obrigado.

(Foto: The Guardian)

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