DOMENICA DELLA SANTA FAMIGLIA

La prima domenica dopo Natale ci fa celebrare la festa della Santa Famiglia, modello di santità per ogni famiglia. Il Signore, infatti, chiede a ciascuno di noi quella santità che si costruisce nella vita di tutti i giorni, con fatica e momenti di crisi, che hanno vissuto anche Giuseppe, Maria e Gesù. La pagina evangelica, tuttavia, ci dice che con semplicità e disponibilità, attraverso il dialogo e con un cammino di fede condiviso la famiglia può superare inevitabili incomprensioni e tensioni che possono lacerarla. Quanto è importante – eppur merce rara al giorno d’oggi- che ciascun membro della famiglia si prenda cura degli altri con attenzione, desiderio e ricerca di Dio, perché sia il centro della propria vita e di quello della propria famiglia.

L’evangelista Luca vuole comunicarci un messaggio importante. All’interno della famiglia ci sono diverse crisi, e oggi lo vediamo tutti. Ma c’è una crisi che rischia di minare l’unità e la pace di essa e che è dovuta a un equivoco di fondo: i figli sono dono di Dio e appartengono a Lui, come ciascuno di noi gli appartiene. Quando i genitori credono di proiettare sui loro figli desideri e progetti e di condurre a tavolino la loro vita non solo falliscono come educatori, ma credono di trattare i figli come fossero loro proprietà. Giuseppe e Maria imparano che Gesù, Figlio di Dio, ha una missione da compiere e, pur essendo loro sottomesso, porta una novità che deve rinnovare il mondo antico e le tradizioni di Israele. Ogni figlio deve essere aiutato dai genitori a seguire la strada che il Signore gli ha affidato, aiutandolo nel discernimento.

Maria e Giuseppe vanno in cerca di Gesù custoditi dal Signore. È Lui che con il suo amore benedice il cammino della coppia e rende fecondo l’amore dei due chiamandoli a generare la vita che è frutto del suo divino amore. Ogni famiglia, dunque, ha bisogno di fondarsi su di Lui, di cercarlo e di riconoscerlo presente nella sua storia, che Dio apre agli altri. Quando Maria e Giuseppe trovano Gesù, egli quasi li rimprovera, rispondendo loro: Io devo occuparmi delle cose del Padre mio! La famiglia se si chiude su di sé muore; con il Signore crea comunione in sé e nelle relazioni che è chiamata a vivere giorno dopo giorno.

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