NE RESTERÀ SOLTANTO UNO

È una sfida all’O.K. Corral quella che attende Garcia e Mihajlovic nell’anticipo di domani sera. Da settimane oggetto degli strali di tifosi e dirigenze, i due pistoleri, per usare le parole del tecnico serbo, arrivano al big match consapevoli che molto probabilmente il loro revolver conterrà al più una sola cartuccia da usare al meglio. E solo chi centrerà il bersaglio potrà assicurarsi la ricompensa; che non è una taglia, ma il prolungamento della fiducia.

Da tre stagioni alla guida della Roma, Rudi Garcia sembra aver raggiunto il punto morto inferiore della sua traiettoria romanista. L’entusiasmo che a fine agosto salutava il successo casalingo contro la corazzata Juventus è solo un lontano ricordo.  L’unica via d’uscita per il tecnico francese è una decisa inversione di rotta, sia nel volume di gioco sia nei risultati. Dopo due secondi posti consecutivi, anche se raggiunti in circostanze e con prestazioni ben differenti, l’involuzione della sua proposta di calcio è sotto gli occhi di tutti, soprattutto di James Pallotta. Certo, il passaggio del girone in Champions League ed una vetta distante l’inezia di sei punti, potrebbero indurre la presidenza all’apertura di una linea di credito nei confronti dell’allenatore transalpino. Ma è altrettanto plausibile che chi ha assaporato l’ebbrezza della vittoria a capo di un mito sportivo come i Celtics, non lasci nulla di intentato per ripetersi alla guida di un club in trasformazione. Compreso il cambio in corsa.

Più complicata appare la situazione di Sinisa Mihajlovic. Non tanto, o non solo, per il più consistente ritardo in classifica. Quanto, piuttosto, per la latitanza di una convincente idea di gioco. Carenza che, ad onor del vero, si protrae dalla seconda parte della gestione Allegri e che né Seedorf prima, né Inzaghi poi sono riusciti a colmare. Ma è pur vero che il tecnico serbo ha potuto disporre degli investimenti di mercato più esosi della recente gestione Galliani. E se tale piccolo dettaglio sembra essere ignorato da buona parte delle redazioni sportive nazionali, così non è per il presidente Berlusconi che, con l’avanzare degli anni, appare sempre meno paziente. Come spesso accade, per uno di quei paradossi che il calcio si diverte ad intessere, l’ancora di salvezza per Mihajlovic potrebbe essere rappresentata dalla Coppa Italia. Con una tra Spezia ed Alessandria in semifinale, il sergente di Vukovar rischierebbe addirittura di chiudere la sua prima stagione a Milanello con ‘uno titulo’ in bacheca. Se solo arrivasse a giocarsi i quarti contro il Carpi, mercoledì prossimo.

Lo scirocco previsto per domani sulla Capitale non farà altro che aumentare la temperatura dell’Olimpico, già di per sé rovente. In un mezzogiorno di fuoco posticipato, Garcia e Mihajlovic dovranno meritarsi un’altra chance giocandosi il tutto per tutto, senza remore. Affidandosi alla garra di Nainggolan, all’estro di Pjanic e alle incursioni del totem Gervinho il francese. Puntando sull’orgoglio di Alessio Romagnoli da Anzio, la voglia di riscatto di Andrea Bertolacci da Spinaceto, e sulla vena realizzativa di Bacca il serbo.  Se così non fosse, se dovesse vincere la paura, il finale potrebbe anche riservare un colpo di scena. Una doppia eliminazione come nella più surreale delle sceneggiature western.

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