ROMA IN SCENA AL BERNABEU

Quando al 74° Spalletti concede a Totti quella che verosimilmente sarà la sua ultima apparizione sul massimo palcoscenico calcistico continentale, non solo lo accompagna alla porta con l’eleganza di un concierge dell’Hassler, ma inconsapevolmente propone in eurovisione la miglior metafora di Roma e della romanità dai tempi di Trilussa.

Francesco Totti rappresenta la meraviglia di Roma. E come non bastano le parole per descrivere la strabordante bellezza della capitale, così è difficile provare ad incastrare tra gli aggettivi il talento, la classe, il carisma del capitano giallorosso. Francesco sa di essere un fuoriclasse; l’ha sempre saputo. A testimoniarlo quel sorrisino beffardo perennemente stampato in volto. Che al distratto può sembrare superficialità, ma che per il romano verace significa semplicemente “io so’ io e voi nun siete un…”.

La lunga standing ovation del pubblico del Bernabeu, che di calcio qualcosa se ne intende, è il tributo dei palati più sopraffini. Un po’ come l’esaltato stupore dei turisti di tutto il mondo quando si affacciano su Piazza Navona. Non importa se hanno fatto shopping a Place Vendome o capodanno a Times Square; la fontana dei quattro fiumi mette tutti d’accordo. L’applauso madridista è l’approvazione di quanti, abituati a passare da un Ronaldo ad un altro Ronaldo con più facilità di un cambio di metro a Termini, non possono esimersi dall’omaggiare l’unico campione che, con qualche dichiarato rimpianto, gli ha sempre preferito i cori della Curva Sud.

Il compiacimento del popolo romanista a fine gara altro non è che l’indolenza romana. Lo stesso rilassamento dell’amministrazione capitolina davanti alle frotte di turisti stranieri. La stessa indolenza che, alimentata dalle attestazioni di stima e dai riconoscimenti provenienti da tutto il mondo, porta inevitabilmente a bearsi invece che a migliorarsi. Ad alimentare il mito e ad aggrapparvisi piuttosto che a rinnovarsi. Ed a guardare con sospetto e diffidenza chiunque provi a mettere in discussione il pur glorioso passato.

(Foto: laRoma24)

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