DOMENICA DELLE PALME -ANNO C-

Passione secondo l’evangelista Luca (Lc 22, 14 – 23, 56)

Quante volte Gesù hai cercato di raccogliere intorno a te i figli di Gerusalemme, come fa la chioccia con i suoi pulcini! Ma ora tutto è compiuto: si apre il sipario di un paradossale “spettacolo” che attua l’opera della nostra salvezza; la drammatica sinfonia che, partendo dal tuo festoso ingresso in Gerusalemme, si conclude con il racconto della tua Passione.

Si tratta del tuo supremo atto d’amore che ti fa pane spezzato per tutti noi, all’insegna dell’umiltà di chi sa ascoltare per lasciarsi amare e imparare sempre ad amare alla scuola mite e umile della tua amabile Persona. Ed infatti umile cavalchi «un puledro figlio d’asina» (Zc 9, 9), non solo perché si compi la profezia, ma perché ciascuno di noi apprenda la lezione della docilità che mette a disposizione del Vangelo tutta la propria persona, compresa la sublime povertà del nostro corpo che chiami a purificazione e donazione continue.

Le tue memorabili parole nell’Ultima Cena «fate questo in memoria di me» (Lc 22, 19) ci rivelano che siamo frutto dell’Amore tuo e del Padre che sana tutte le ferite e ci immette nella logica della vita nuova, purché accettiamo di gettare i nostri mantelli – cioè la nostra vita – sulla strada scelta da Te, facendola diventare nostra attraverso l’ardente fiamma di un desiderio purificato da questi giorni penitenziali. Nessuno di noi, lontano da Te che sei l’Amore e tutto l’Amore, può vivere autenticamente, se non accettando di slegare e di ricondurre a te tutto ciò che ancora rimane estraneo al dinamismo dell’amore gioioso perché donato. La tua Passione ci insegna che tutta la tua vita è stata farti pane spezzato, inscindibilmente legato alla logica del servizio, come quando hai lavato i piedi ai tuoi discepoli. La tua Passione è quella proposta di vita che non passerà mai perché al di sopra di noi stessi non possiamo amare che Te.

È la tua vita a darci la vita; è la tua preghiera che ci dà pace e ci insegna a pregare per vincere noi stessi e quel groviglio, mai sopito, di disordinate passioni che vogliono allontanarci da Te. E anche se sappiamo di dover lottare duro come hai fatto tu nel Getsemani, sappiamo anche che con le tentazioni Tu ci dai l’armonia di essere tribolati con te e per il Nome tuo. È vero, a volte, presi dalla tristezza come i tuoi discepoli, dimentichiamo di vigilare, ma tu ci ami come hai “guardato dentro” Pietro, subito dopo il suo rinnegamento.

La tua Passione non passerà mai perché è l’antidoto ad ogni violenza, il ripudio totale di ogni forma di superbia e di egoismo e la consegna di una missione: amare i nostri fratelli, anche se nemici e avversari. Ed infine la tua Passione non passerà mai perché ci dona la musica del silenzio, la parola più efficace davanti agli “Erode” che tentano di deriderci e di schernirci; il silenzio regale e ineffabile subito dopo il quale hai assolto dalla sua vita infelice il ladrone pentito: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (Lc 23, 43). Siamo frutto di un nuovo inizio reso possibile da quel sublime testamento che hai pronunciato sulla croce: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Vogliamo prenderne coscienza per cantarti l’Osanna che meriti, o re dell’Universo e Sovrano delle anime nostre!

Di: P. Francesco Marino O.P.

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