IL PRODIGIO DELLA SACRA SPINA: PALINGENESI DI UN ATTO D’AMORE

Esiste un limite, fino ad oggi invalicabile, tra fede e scienza. Un muro sempre più difficile da superare quanto più credenza religiosa e conoscenza si radicalizzano.

Soluzione a questo tipo di dicotomia può venire da eventi straodinari: i miracoli o i prodigi. Si tratta di eventi inspiegabili e non confutabili scientificamente che si verificano su persone, i miracoli, o su cose, i prodigi, e che offrono a tutti la possibilità di toccare l’intangibile nell’estremo tentativo di spiegare l’infinito attraverso le categorie del determinato.

Uno di questi eventi si realizza, nella giornata odierna, a Bari nella Basilica di San Nicola su una spina della Corona di Cristo  ovvero quando: il venerdì Santo coincide con memoria liturgica dell’Annunciazione (25 marzo).

In questa giornata il sangue raggrumato di cui è macchiata la Sacra Spina, frammento della corona di Gesù, si ravviva del sangue del Redentore.

Le origini di questo rito si perdono nei secoli, infatti, dopo la frammentazione della corona, le tante spine furono conservate in diverse parti d’Europa (in Italia sono custodite in diverse località e in Puglia sono conservate: a Bari nel tesoro della Basilica  e ad Andria nella Cattedrale).

Il verificarsi o meno del prodigio viene ufficialmente constatato da un notaio e da una commissione di esperti, come già avvenuto negli anni 1842, 1853, 1864, 1910, 1921, 1932, 2005.

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