DIAVOLO ALLA CANTONESE

Non è chiaro se sia una sorta di effetto Expo o semplicemente un rigurgito di globalizzazione. Quello che è certo è che l’interesse dell’estremo oriente per Milano non è mai stato così vivo. Non tanto per la Milano da bere di paninara memoria, quanto piuttosto per quella calcistica. E se l’Inter con Thohir ha precorso la strada che conduce ad est (ad oggi con scarsi risultati), ora sembra proprio tocchi al Milan, l’ex club più titolato al mondo.

Berlusconi ha deciso. Dopo il fallimento della trattativa con l’ambiguo Mr. Bee, il presidentissimo rossonero appare convinto a cedere il pacchetto azionario di maggioranza al magnate cinese Jack Ma, fondatore di Alibaba, l’Ebay dagli occhi a mandorla. Secondo uomo più ricco di Cina, Ma guida un gruppo da 11.2 miliardi di euro di fatturato che punta senza mezzi termini ad incorporare in una sola transazione valore e prestigio del marchio Milan. Un asset decisamente strategico per chiunque abbia nel mirino il mercato europeo.

Cala dunque il sipario sull’era Berlusconi, l’unico vero artefice dell’epopea calcistica più vincente della storia del calcio. 8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni, 3 Intercontinentali, 5 Supercoppe europee, 6 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia. È inevitabile per i milanisti guardare a questi numeri con sconsolata nostalgia. Ma ormai è evidente a tutti che l’AC Milan non è più funzionale ad alcun progetto, anche politico, di Berlusconi. Ed il suo disimpegno è tanto scontato quanto fisiologico.

Ciò che i tifosi del diavolo alla cantonese chiederanno da subito alla nuova proprietà non saranno solo gli investimenti in grado di rinverdire i fasti degli ultimi 30 anni. Ma anche una nuova dirigenza che si dimostri all’altezza di Ariedo Braida e del miglior Galliani. E pazienza se Jack Ma, di tanto in tanto, volesse dettare la formazione all’allenatore di turno, obbligandolo magari a schierare le due punte. Il palmares sarebbe sempre lì a ricordare che talvolta il gioco vale la candela.

(Foto: corrieredellosport.it)

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