VI DOMENICA DI PASQUA – ANNO C –  (Gv 14, 23-29)

    Il clima del Cenacolo prosegue con il testamento spirituale di Gesù, ossia le sue ultime parole lasciateci a suggello del suo amore per noi suoi discepoli. Si tratta di perle preziose da scolpire nel cuore e da rendere attuali e potenti con la grazia dello Spirito Santo. È, infatti, questa la novità di questi versetti: il dono del Paraclito, cioè dello Spirito Santo, così definito dall’evangelista Giovanni.

Gesù aveva detto a Filippo che chi ama i suoi comandamenti e li osserva, costui lo ama, è amato dal Padre ed è amato da Gesù. Il comandamento dell’amore accetta il giogo dolce di pesi e tribolazioni, perché è nutrito e costantemente alimentato dall’amore sponsale di Cristo. Chi non accetterebbe sacrifici e privazioni pur di stare con l’amato o con l’amata? Chi, pur di scorgere gli occhi della bellezza e sentire aumentare i palpiti del proprio cuore, non accetterebbe quel volto e quella relazione particolare? Il sogno muta in realtà e la favola diventa possibile. Si crea un’alchimia unica tra i due innamorati, tale che l’universo interiore dell’innamorato sembra avvolto da un incantesimo che rigenera a nuova vita. Tale è il nostro rapporto sponsale con Gesù Cristo, che è presente in ogni discepolo che lo ama e si nutre della sua Parola. Gesù però ci conosce sin nelle viscere e, tornando al Padre, vuole essere presente in mezzo a noi e dentro di noi per fare festa con Dio Padre, sapendo che con le nostre sole forze non potremmo portare a compimento la nostra storia di amore con Lui. Per questo ci invia e ci dona lo Spirito Consolatore, quale antidoto all’auto-annientamento e a una vita banale intrisa di egoismi; il Difensore contro il tribunale del mondo e di coloro che perseguitano i  discepoli di Cristo; il Datore di pace, contro quelli che nel cuore hanno la guerra. Nella prospettiva dello Spirito Santo delineata dall’evangelista Giovanni il mondo cambia completamente. Il Paraclito attua quella rivoluzione copernicana della vita per la quale ogni voce tace per far parlare la Voce che salva, la Voce innamorata di noi e desiderosa di essere amata da noi. Il suo Spirito è amore allo stato puro, senza alcuna contaminazione. Esiste da sempre solo all’interno della Santissima Trinità.

Quando credi in un mondo migliore e ti batti per la verità contro la menzogna, sappi che è la voce dello Spirito Santo che ti parla; quando desideri dissetarti alle sorgenti del Vangelo per glorificare Dio e il suo regno, sappi che è la voce dello Spirito Santo a sussurrarti; quando scegli la verità di un tempo prezioso perché impiegato ad amare i fratelli nel bisogno e i poveri nel corpo e nello spirito, sappi che è la voce dello Spirito Santo a istruirti. Lo Spirito Santo è l’ultimo sigillo di amore donatoci dal Padre e dal Figlio, perché ciascuno di noi possa vivere in anticipo un po’ di ciel sulla terra. Egli è forza pura di amore che ci suggerisce continuamente la proposta di vita di Gesù, contro ogni altra effimera proposta; è il Datore di una pace unica e assoluta, che il mondo non conosce. Se la pace del mondo è piuttosto un intervallo tra guerre, e finisce quando sulla scena appare un nuovo egoista a voler dominare, la pace di Gesù abbatte le barriere e crea uguaglianza e fratellanza, dentro di noi e attorno a noi. La pace di Gesù è lo shalom che non avrà mai fine, perché le sue radici sono stabili nel Regno di Dio che non è di questo mondo..

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