XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Lc 16, 1-13

Gli ebrei dicono in forma di proverbio:”Ogni uomo crede di avere abbastanza intelligenza, ma di non avere il sufficiente denaro. In realtà, chi ha davvero intelligenza, prima o poi avrà anche denaro”.

Sin qui nulla di nuovo, a parte il fatto che se il cuore si lega al denaro o ai suoi equivalenti si finisce per vivere con l’ansia da calcolo, e con l’aumentare dei beni e delle tasse da versare allo Stato si comincia a pensare a come evaderle. Occorre che non dimentichiamo che intelligenza non sempre è sapienza, e che chi è bravo negli studi e dotato di scienza non è detto che sappia esprimere giudizi ragionevoli sulla vita. Le virtù umane non bastano per avere un quadro completo della nostra esistenza. La sapienza, invece, viene dall’alto e suppone la conoscenza della vita vera che ci dona Gesù Cristo. E per seguire Lui non è necessario essere dotti, furbi e intellettuali. A Gesù piacciono i “piccoli” innamorati del Regno, che sanno riconoscere la mano di Dio in tutte le cose. I beni di questo mondo, di cui siamo amministratori e non possessori, sono la grande occasione che abbiamo in questa breve vita di poter produrre amore, guadagnandoci la ricchezza “pulita” che Dio vuole affidarci a partire dalla fedeltà che riponiamo in Lui nelle piccole scelte di ogni giorno. Oltre i beni, però c’è un modo sicuro di prepararci la vita eterna che è quello di condividere con i fratelli lo spazio del nostro tempo, il calore del nostro sguardo, il dono della nostra amicizia. 


Rinunceremo alla felicità di una vita semplice per vivere nell’ansia dell’accumulo? Oggi, ci dice il Divin Maestro, scegli da che parte stare. Non dimenticare di ascoltare il tuo cuore che ti dice: sei felice quando ti doni al fratello e gli doni speranza; quando, guardandolo negli occhi, scorgi in lui l’immagine di suo Padre, che è anche il tuo.

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