XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO C (Lc 19, 1-10)

Medita a fondo una pagina del Vangelo come questa e ti scioglierai in pianto di gioia. Sai perché? Abbiamo un Dio Padre che è amante della vita, di tutte le vite e di ogni singola vita, persino della povera vita peccatrice. Se c’è una nostalgia che ci accompagna tutti e sempre, è quella di volere vedere e incontrare Dio. E Gesù, per appagare questo nostro struggente desiderio che portiamo dentro, si è fatto uomo come noi.

Zaccheo è il portavoce di questo desiderio, anche se è pur sempre portatore di limiti e di peccati che ci impediscono di vedere Gesù. E’ vero: siamo “piccoli di statura” e ci perdiamo in mezzo alla folla anonima. Ma quest’uomo ci invita a non scoraggiarci, perché un vero desiderio alla fine la spunta; chi ama osa, si sacrifica e perde la testa per l’amato/a. Zaccheo ci insegna che quando veramente vogliamo qualcosa, e soprattutto qualcuno, raggiungiamo l’obiettivo. Specialmente quando sappiamo che complice di questo nostro anelito è Dio stesso.

Egli, infatti, si vuole donare a noi più di quanto noi lo cerchiamo. Tutta la storia è la ricerca appassionata che Egli fa di noi, piuttosto che la nostra ricerca di Lui. A noi però è dato di scendere dai nostri piedistalli, perché l’incontro con Lui avviene nella normalità, nel nostro cuore, nella nostra casa, e richiede pronta e gioiosa accoglienza. Zaccheo ci insegna anche un’altra verità: l’apertura a Dio è direttamente proporzionata all’apertura agli altri; appena incontra Gesù, che gli cambia la vita, l’esattore si converte e vede gli altri in un’ottica nuova: riconosce i poveri tra le persone che aveva sfruttato e fatto piangere.
Lasciamo che si continui a criticare e a vilipendiare un Dio che preferisce stare con i peccatori. Così è e così conviene che sia, perché possiamo dire che così sta con noi. Verità sublime che ci fa trasalire di gioia: nel suo amore infinito, Dio Padre ci dona suo Figlio Gesù, il quale lascia il cielo per venire a cercare e a salvare noi peccatori. E così la salvezza ci giunge, mai così vicina e mai così umana!

 

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