Ricercatori dell’UNIBA fanno passi avanti nella lotta al cancro

La medicina moderna cerca di capire sempre più i rapporti tra alimentazione, ambiente e stato di benessere dell’uomo, e in questo ambito si inserisce da qualche anno la nutraceutica, ovvero lo “studio delle proprietà terapeutiche o preventive di alcuni alimenti” e la loro potenziale applicazione.

Numerosi sono gli esempi applicativi di nutraceutica, sebbene molti siano di recentissima scoperta, come i risultati riportati nel lavoro “Antioxidant and Antitumor Activity of a Bioactive Polyphenolic Fraction Isolated from the Brewing Process.” pubblicato sulla rivista scientifica SCIENTIFIC REPORTS – NATURE da studiosi della Università di Bari come i Proff.ri Salvatore Scacco, Tiziana Cocco, Danila De Vito (Dip. SMBNOS) e Luigi Santacroce (Dip. Jonico – DISGEM). Questo studio annovera alcuni autori che afferiscono a strutture di ricerca private che hanno operato in partnership quali il Dott. Massimo Marrelli, Direttore dei laboratori del “Marrelli Hospital” di Crotone, ed il Dott.. Marco Tatullo, Dottore di Ricerca presso la medesima Università di Bari ed attualmente Direttore Scientifico presso il “Tecnologica Research Institute” di Crotone.

Chiediamo al Prof. Santacroce e al Dott. Tatullo un breve commento sulla loro ricerca.

Qual’è, in breve, l’aspetto più importante del vostro studio? S: La nutraceutica ha una grande eco mediatica ed il rischio connesso con questo lavoro è che si possa pensare di avere una nuova arma immediatamente disponibile contro i tumori, ma il nostro è uno studio “in vitro”, una sorta di mattone utile a costruire l’edificio della conoscenza della biologia tumorale. Peraltro, è meritorio l’interesse dei media verso una ricerca di nicchia come quella appena pubblicata, ma con ottime prospettive di sviluppo industriale.

T: La nutraceutica è il topic capace di coniugare la farmacologia con la cosiddetta “waste medicine”. La possibile re-immissione di quelli che vengono definiti “sottoprodotti” delle lavorazioni industriali di prodotti biologici (come le acque di birrificazione, o le acque di vegetazione ottenute dalla produzione di olio di oliva, nd.r.) all’interno di processi virtuosi significa oggi trasformare un costo in un utile. Nel generale concetto della ottimizzazione e della macroeconomia dei processi industriali, avere un sottoprodotto di scarto che crei utili, che crei economie, che apporti benefici alla salute con riduzione dell’incidenza di patologie di larga scala, è una via da perseguire e da supportare.

La ricerca avrà un seguito, o è terminata? S: Quello che abbiamo scoperto è sicuramente importante, ma non definitivo, e per questa ragione stiamo cercando di proseguire lo studio, anche grazie al supporto dei nostri partner esterni. In questo momento, chi saprà vedere oltre e quindi valorizzare queste scoperte scientifiche, sarà protagonista della medicina del futuro. E ritengo di potere affermare che per parte sua l’Università di Bari, con i suoi studiosi ed i suoi partner, è in prima fila per affrontare questa sfida.

FlavioFaccia

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In foto i Dott.ri Marrelli e Tatullo, in copertina il Prof. Santacroce col collega Scacco

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