SOLENNITA’ DI N.S.G.C. RE DELL’UNIVERSO (Lc 23, 35-43)

Nella sua vita terrena Gesù ha predicato e diffuso la buona novella del Regno (sulla sua bocca la parola ricorre 99 vv.), proclamando un messianesimo totalmente diverso da quello che si aspettava Israele. La sua prossimità ai peccatori e la denuncia di un culto templare ormai superato, lo hanno sempre inviso alle autorità religiose del suo popolo, che ne avevano decretato la morte già da tempo. I versetti di questa Solennità, che chiude l’anno liturgico, ci presentano l’apice di questa parabola discendente del Figlio di Dio, immolato per noi.

L’evangelista Luca, con maestria, ci racconta la parodia della regalità mondana, conforme ai canoni del potere umano. Ma la regalità di Gesù Cristo non ha palazzo reale, se non il Calvario; non ha alcun trono, se non la Croce; non ha corte, se non uno stuolo di denigratori; non ha vesti sontuose, se non la nudità di una carne sfregiata e vilipesa; non ha guardie a proteggerla, se non due malfattori crocifissi con Lui. Ed è per questo essere totalmente altra che la regalità del nostro Signore Gesù è vincente, a differenza delle regalità umane che sono perdenti, perché fondate sempre e solo sull’ “Io”. I re del mondo, e con essi i potenti di turno, dicono: “Pensa a te stesso e goditi il potere, a qualunque prezzo. Il Dio che Gesù Cristo è venuto ad annunciarci si presenta con “stola e grembiule” per servire e non per essere servito.

E tu quale regalità scegli? Quella di Gesù Cristo passa attraverso la gioiosa donazione di te stesso e l’accettazione altrettanto gioiosa della Croce. Tu mettici la fede, riconosci i tuoi peccati e confida nella divina misericordia. Al malfattore pentito Gesù ha promesso la salvezza nello stesso momento in cui ha riconosciuto i suoi peccati.
Quanto è buono il nostro Dio e quanto poco reputa i “grandi” della Terra! Egli si commuove dei “piccoli” che preferiscono il Paradiso.

 

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