I Re Magi sono realmente esistiti?

Tradizionalmente il 6 gennaio, giorno dell’Epifania si festeggia la “visita dei magi” a Gesù Bambino, ma chi fossero realmente e se sono realmente esistiti è questa una domanda che in molti ci siamo posti.

Innanzitutto non è detto che fossero tre, nè che fossero dei re, che si chiamassero Melchiorre, Baldassare e Gaspare, né che uno di loro avesse la pelle scura, inoltre solo uno dei quattro vangeli ne parla, quello di Matteo (2, 1-12), ma nel vangelo Matteo scrive:”…al tempo del re Erode, dei Magi arrivarono dall’ Oriente a Gerusalemme…”, quindi non afferma che sono tre, nè dice il loro nome, nè che sono re, anche se  anche altri 4 testi antichi, definiti apocrifi dalla Chiesa, ne parlano.

Nino Gorio giornalista spiega che “di certo i magi erano i sacerdoti dei Medi, avi degli attuali Curdi: un popolo montanaro che nel VI secolo a.C. fu sottomesso dai Persiani”; lo storico greco Erodoto dice che interpretavano i sogni e studiavano gli astri. È opinione comune che i tre saggi che vennero dall’Impero persiano per portare doni a Gesù Cristo fossero magi che praticavano il mazdeismo o Zoroastrianesimo, una religione risalente al III secolo d.C., che comunemente, viene intesa come la religione del profeta iranico Zarathustra. Lo Zoroastrismo è una religione monoteista,  il cui fulcro è la lotta tra bene e male. Lo zoroastrismo, una volta era stata una religione dominante in una regione che andava dall’Anatolia al Golfo Persico e all’Asia Centrale, ma ai tempi di Gesù,  l’Impero persiano era finito da un pezzo e i magi avevano ripreso i loro riti e i loro studi astronomici; avevano quindi tutti i titoli per fare da protagonisti in un racconto “magico” come quello a noi noto.

I  Magi escono dalla dimensione fiabesca per diventare personaggi storicamente possibili, Francesco Sforza Barcellona, docente di Storia del cristianesimo all’Università di Roma-Tor Vergata aggiunge: «… nel Salmo 71 (ora 72) si prediceva che al Messia sarebbe stato donato “oro d’Arabia” e che “i re degli Arabi e di Saba” (leggi Yemen) gli avrebbero “offerto tributi”. Ed ecco l’adorazione dei Magi…»; via quindi i nomi, che fossero re  e che fossero tre, infatti è per questo che:«… che le immagini più antiche» osserva Sforza Barcellona «ne raffigurano a volte 2, altre 4 o addirittura 12».

Dunque via le corone, i nomi, il numero tre e i magi escono dalla dimensione fiabesca per diventare personaggi storicamente possibili.

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