II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Ciclo A (Gv 1, 29-34)

Da Giovanni il Battista non si finisce mai di imparare.
In un tempo in cui sgomitiamo per avere visibilità, alla ricerca spasmodica di una cinepresa, di una collezione di selfie da ostentare agli amici, o di un autocompiacimento narcisistico dinanzi allo specchio, la Parola di Dio ci ricorda le virtù dell’umiltà e dell’onestà. Sono queste le qualità vincenti che rendono grande il cristiano, chiamato a farsi agnello tra lupi bramosi di protagonismo. Giovanni compie un cammino di fede e di discernimento, per il quale giunge a indicare Gesù come “l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Il Messia è venuto – dice il Battista -, ma non è il “leone della tribù di Giuda”, che anche lui immaginava. Gesù è il mite sovvertitore e rinnovatore di tutte le cose, Colui sul quale lo Spirito dimora in pienezza e rimane. Gesù è il battezzatore che immerge nella vita divina quelli che lo amano e lo seguono, chiamati a vivere di Lui per diventare agnelli come Lui.
All’inizio di questo nuovo anno siamo esortati anche noi a puntare il dito sull’Agnello come ha fatto Giovanni, per indicarlo ai fratelli quale datore di vita, Sposo cui spetta la scena ed ogni grandezza. Sull’esempio dell’austero Battista, siamo anche invitati a una dinamica contemplativa, capace di introspezione, per abbattere dubbi, paure e incertezze.
Penso a questo Vangelo e sento i brividi nelle ossa, perché ogni volta che celebro la Santa Messa io pronuncio proprio le parole del riconoscimento d’amore: “Beati gli invitati alla cena del Signore. Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. E come io non posso e non devo abituarmi a queste sublimi parole, così auguro a tutti voi di vivere ogni Messa come fosse la prima, l’unica e l’ultima. Io, tu, lui/lei siamo gli amici dello Sposo, proprio come il Battista, che ci insegna a decentrarci. Lui, e solo Lui, è il protagonista, e noi i suoi docili strumenti.

Nella Santa Messa e in ogni circostanza della vita ricordiamo di farci, in virtù della fede, più piccoli dei piccoli.
Buon cammino! Ora e sempre!

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