IV DOMENICA DEL T. O. (Mt 5, 1-12)

Ecco il Vangelo dei vangeli, la carta d’identità dei cristiani!
Gesù sale sul monte per consegnarci la legge nuova della grazia, il dono di Dio che proclama beati coloro che vivono con Lui, in Lui e per Lui.
Dio ci chiama beati perché è sempre dalla nostra parte, sempre pronto a donarci di essere l’alternativa a coloro che vivono in “pianura”, cioè invischiati nella mentalità mondana e ripiegati sull’universo materiale. Noi sul monte, grazie
 all’amore di Dio in Gesù Cristo, ci siamo già saliti e siamo beati, a patto di non lasciarci ammaliare dai canoni della “pianura”. Dunque, siamo beati, non perché poveri, afflitti, puri, miti, etc. Ma l’essere già beati in virtù dell’amore di Dio, che ci ha redento nel suo Figlio, ci rende:
1) Poveri in spirito (cioè liberi dinanzi ai beni di questo mondo, di cui siamo solo amministratori, perché tutto è di Dio; gli aggettivi possessivi non ci appartengono, siamo i spogli di tutto per amore);
2) Piangenti (non perché dolore e sofferenza siano cose buone in se stesse e le voglia Dio; qui si tratta del pianto dei nostri peccati e dei peccati altrui. Chi ama Dio piange per coloro che non lo amano, o non lo amano abbastanza);
3) Miti (perché rispondiamo solo alle pulsioni dello Spirito Santo, non alla legge del taglione. E amiamo anche e soprattutto quando non siamo amati);
4) Affamati e assetati di giustizia (non di quella che dice: devi pagare; hai sbagliato, devi andare all’inferno. La giustizia di Dio è sempre benevolenza. Amare Dio significa volere che si attui la sua giustizia, come l’assetato brama l’acqua nel deserto);
5) Misericordiosi (perché Dio ci ama con viscere di misericordia e il suo amore per noi non viene mai meno);
6) Puri di cuore (cuore sta per persona, per centro delle decisioni, che deve essere guidato solo da Dio e non diviso da idoli e falsi dei. Chi ha il cuore puro non scende a compromessi con la coscienza. Mai!);
7) Operatori di pace (non alla Cesare o all’Augusto, che imposero la pace con la forza delle armi, ma a suon di preghiere e sotto la suprema legge della carità. Pace di chi ama Dio e lo scorge nei fratelli).

Se rispondiamo all’amore di Colui che ci ama, siamo beati in atto, autentici figli e perseguitati. Sì, perché la beatitudine che attesta che siamo autentici figli di Dio è la persecuzione. Chi non vuol cambiare, non accetta la novità del Vangelo e ci muove guerra. Ma per coloro che amano Dio, tutto concorre al bene.

Saliamo sul monte, sostiamo in preghiera e scendiamo in pianura per donare vino nuovo a quanti incontreremo sul nostro cammino!

 

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