STORIA DI NORMANNI IN PUGLIA SEGUENDO LE ORME DI UN’ANTICA FAMIGLIA NOBILE

Avevo scritto in precedenza un articolo sulla mia terra di Puglia e il dominio arabo in questo lavoro voglio esaminare il lato normanno, temporalmente quasi contemporaneo, della Regione. Lo spunto di questo articolo mi è dato da una ricerca fatta in terra di Bari su una famiglia nobiliare della mia provincia, molto nota in contrada di Fasano di cui lessi un articolo su un giornale locale.

Si tratta della nobile casata dei Goffredi genealogicamente ricostruita dal 1600 ad oggi, ovvero dal periodo di cui si dispone di documentazione ufficiale. In realtà nelle ricerche presenti sul Dizionario Storico-Blasonico di G.B. di Crollalanza, nonché sull’Annuario della Nobiltà Italiana del 1882, si parla dei Godfroy della Gran Bretagna, poi spostatisi nel Delfinato, dove presero il nome di Gotofrey, per giungere in Calabria e successivamente in Terra d’Otranto. Si accenna anche ad un vescovato ad Alatri.
Questi sono indizi sui quali lavorare per andare ancora più indietro nel tempo. Da dove provenivano i Goffredi? Il nome deriverebbe da Godafrid che, composto dai termini Got (o God, Got, “Dio”) e fridu (o frid, fried, “pace”), può essere interpretato come “pace di Dio”o “in pace con Dio”.
Attestato già dal VII secolo nelle forme latinizzate Godefritus e Godefridus, il nome si diffuse in Italia importato dai Normanni.
Da dove vennero i Normanni di Puglia? Chi furono?
Ecco le parole dello storico Sylos Labini “…La storia chiama Normanni quelle popolazioni danesi, scandinave, russe, che per oltre un secolo, a cominciare dall’ 808 secondo il Muratori, fecero frequenti incursioni in Inghilterra, in Gallia, in Germania, compiendo l’opera stessa di sterminio, che nello stesso tempo compivano nelle isole, sulle coste e nel l’ hinterland dell’Italia i Saraceni dell’Africa e della Spagna. Poi, negl’inizi del secolo X, occupate stabilmente le due antiche provincie della Neustria e dell’Armorica, le quali si chiamarono d’allora Normandia e Bretagna; riconosciute dal re di Francia, i cui possessi andavansi sempre più riducendo…”.
Gli Annales Fuldenses e Bertiniani ce li descrivono, come “…mandrie numerose di belve, dall’impeto irrefrenabile nell’assalto, dalla insaziabile rapacità di preda, dalla crudeltà sanguinaria più feroce. Le grandi flottiglie ammanite, d’ordine di Carlomagno, alle foci dei fiumi di Francia, erano messe in fuga o in fran­ tumi dagli agilissimi vascelli venienti dal Baltico carichi di quei predoni. Lodovico Pio dovette, sotto l’incubo di quel flagello, rinunciare ad un viaggio a Roma; e Carlo il calvo vide in pericolo il trono framezzo al malcontento dei sudditi per la scarsa efficacia delle opere difensive…”

I popoli qui descritti non erano in realtà i normanni, termine utilizzato all’epoca molto impropriamente per indicare gli “uomini del Nord”, ma i vhichinghi, ovvero gli immigrati scandinavi che per un periodo storico flagellavano i mari del nord fino a spingersi nell’’entroterra asiatico, in quella regione che oggi chiamiamo Russia proprio in nome di tali popolazioni appellate rus.
Non è ancora chiaro perché i Vichinghi, lasciarono le loro terre, forse a causa della scarsezza delle risorse, ad ogni modo una volta incontrati con le popolazioni francesi, ed occupati i teritori oggi noti come Normandia, essi si sarebbero trasformati da predoni a cavalieri Normanni, assimilando usi, costumi e religioni.

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Imbattibili sul campo di battaglia, Carlo II il Calvo (877) concesse al capo bretone Salomone la parte occidentale della futura Normandia, Carlo III il Semplice nominò Rollone, capo dei vichinghi insediatisi nella bassa Senna “Duca”, mentre Carlo III il Grosso cedette una parte della Frisia a Godfrid, o Godafrid, Gudfrid o ancora Gottfrid un capo vichingo dei Dani del tardo IX secolo.
Se dovessimo trovare un antenato mitico dei Goffredi in Puglia sarebbe questo. Tutte le casate celebri hanno un Antenato che definiscono essere il “Mito” delle origini. Ovviamente solo ai Primogeniti spettava l’eredità paterna, da qui gli altri figli dovevano procurarsi altrove il necessario per vivere.
Faceva parte di questi il Milites Corrado primo antenato di tale Casata?
Similitudine nel nome, area di provenienza, coincidenza del movimento normanno da Britannia/Danimarca, Francia e Mezzogiorno.
Andiamo con ordine. Dopo aver conquistato terre in Francia e in Inghilterra, i Normanni furono attratti dal Mediterraneo ed in particolare dall’Italia del Sud, la terra dei Bizantini dove pareva scorresse latte e miele, e dove, a causa dell’instabilità politica di una terra contesa tra Papato, Bizantini, Germani e Longobardi permetteva di creare nuovi feudi e nobiltà.
L’Anonimo autore della Historia Siciliro (cod. Vaticano) afferma, che alla liberazione della Puglia e della Sicilia dai Greci « Deo miserante certum est Normannos advenisse ». Fra il 1090-1099 i Normanni, già presenti sulle strade che partivano dalla Bretagna alla volta del antro dell’Arcangelo sul Gargano, conobbero appunto Melo da Bari che avrebbe chiesto loro aiuto contro i Bizantini.
“…fu detto una grazia piovuta dal cielo, e fu esaltato e salutato dai nostri cronisti con parole di riconoscenza e d’ammirazione. Ora di tanti signori: Normanni, venuti e lungamente fermatisi o stanziatisi e perpetuatisi nei discendenti, non venne indagata l’origine…”.
Nel 1042 i Normanni, guidati da Guglielmo d’Altavilla, più noto come Braccio di Ferro, si stabilirono a Melfi, nominato poi nel 1046 Conte di Puglia dall’Imperatore Enrico IV.

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Political map of Italy in 1000 AD (CE). Created by MapMaster. Part of a series of maps on the history of Italy:

La Contea di Puglia fu dunque il primo Stato normanno dal 1043 al 1059. La nuova contea era costituita da un territorio non ancora omogeneo, acquisito dal clan Altavilla a “macchia di leopardo”. È difficile, pertanto, disegnarne i confini effettivi. L’intera regione, ad eccezione di Melfi, venne poi suddivisa in dodici baronie, costituite a beneficio dei capi Normanni ed assegnate nei territori di Capitanata, Gargano, Apulia e Campania, fino al Vulture, di cui Melfi fu la capitale. Giunsero così in Italia molti altri conterranei e membri degli Altavilla, tra cui Roberto il Guiscardo.
Sempre Sylos Labini, parlando delle dinastie normanne “…Ciò può bastare alla identificazione del carattere puramente normanno di questa grande dinastia [pugliese n.d.A.] che ha dapprima le luminose figure dei conti di Puglia, Guglielmo Bracciodiferro, conte d’Ascoli Satriano, Drogone, conte di Venosa e Umfredo, venuti nel 1041; poi quella, luminosissima, di Roberto Guiscardo, venuto nel 1047; poi quelle, minori; di Malgerio, Goffredo, Guglielmo, e quella eminente di Ruggero, venuti nel 1054…”.
Sarà proprio Roberto il Guiscardo a conquistare ed unire in maniera più uniforme, sotto la bandiera normanna, la Puglia e la Calabria. Conte di Puglia nel 1057, dopo la conquista si concluse con la presa di Bari nel 1071, dopo quasi tre anni di assedio, fu nominato Duca. Nell’estate dell’anno 1059 la Contea di Puglia si trasforma dunque ufficialmente in Ducato come entità territoriale ben definita. Durante il primo concilio di Melfi, infatti, il Pontefice Niccolò II, fermo restando la Capitale a Melfi, nomina Roberto il Guiscardo Duca di Puglia e Calabria mediante accordi presi con il Trattato di Melfi e perfezionati con il Concordato di Melfi.
Il Guiscardo tentò anche la conquista sull’altra sponda dell’Adriatico conquistando e perdendo a più riprese Durazzo, Salonicco, Cefalonia e buona parte dell’Albania prima in mano ai bizantini.
Nel frattempo i Normanni si affacciarono anche in Sicilia dove Ruggero Bosso d’Altavilla, fratello del Guiscardo, sbarcò nel 1061 e si fece incoronare Gran Conte dell’isola, ma questa è un’altra storia. Roberto il Guiscardo muore nel 1085 e a lui succede Ruggero Borsa a cui non sono attribuiti episodi degni di particolare nota e stessa cosa per il figlio, Duca Guglielmo che morirà senza eredi lasciando così il ducato di Puglia nelle mani del cugino Ruggero II, figlio di Ruggero I di Sicilia. Sarà lui ad unire il regno, prima come Duca di Napoli, Bari e Capua, e successivamente nominato da Papa Anacleto II Re di Sicilia. Sarà con questo regnante che il Meridione di Italia raggiunse l’apice del suo splendore culturale.
I Normanni iniziarono, tra l’altro a battere moneta propria per privilegio pontificio. In realtà in Puglia furono coniate ben poche monete in tal periodo, in quanto le zecche erano poste più in area campana. A Bari vengono coniate per la precisione tre monete, che potremmo definire “commemorative”, furono infatti battute durante il regno di Ruggero II, di cui parleremo tra breve, per celebrare la riconquista della città. Esse sottolineano la multiculturalità dell’area in quanto tali “follari”, furono battuti in due lingue, il greco e l’arabo, riportando da un lato un chiaro riferimento al mondo cristiano, ovvero SAN Nicola, la Vergine e San Demetrio, dall’altro la data secondo il calendario dell’Egira, cioè partendo dall’anno di fuga di Maometto.

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Map of southern Italy in 1100 AD, showing (in light green color) the extension of the Norman-controlled “Ducato di Puglia-Calabria” with capital Salerno. I have added data with my software indicating that the first capital was Melfi.

Il dominio normanno durerà ancora per diversi anni, fino al 1198, anno di morte di Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II, che lasciò il suo piccolo bambino sotto la tutela di Papa Innocenzo III.

 

Di: Andrea Romanazzi

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