C’ERAVAMO TANTO AMATI

Il comunicato con il quale il Leicester solleva Claudio Ranieri dall’incarico di coach delle foxes è un piccolo capolavoro. Un “Guerra e Pace” su foglio A4. Un concentrato di pragmatismo anglosassone e ovattata gentilezza thailandese. Un esonero ed una dichiarazione d’amore eterno nel giro di poche battute. Che suona più o meno come “Ti lascio perché ti amo troppo”. Ciò che appare evidente, stando alle numerose reazioni del mondo sportivo nostrano, è che quanto oltremanica è considerato fair play, in Italia appare una presa per il culo. Zamparini escluso, è ovvio.

Non è così. Non sono false le carezze che la proprietà tributa all’ormai ex tecnico del Leicester. Nelle parole del vicepresidente Srivaddhanaprabha c’è tutta l’attenzione orientale a non urtare la sensibilità della controparte e la riconoscenza di chi sa che difficilmente il club rivivrà un’epopea simile. Ma business is business. ‘A guera è guera. E con l’incubo tangibile di una retrocessione in seconda serie, ed una qualificazione ai quarti di Champions League da giocarsi in 90’, l’esonero rimane l’unica soluzione possibile. Prevista dal manuale del presidente di società calcistica, al capitolo numero uno.

Irriconoscenza è quindi il leitmotiv di queste ore. Ci sembra assurdo e profondamente ingiusto che l’interesse societario venga prima di tutto. Ci appare impensabile che chi investe milioni di sterline, di tasca propria o meno, pur riconoscendo profumatamente gli indiscutibili meriti personali, le provi tutte per salvare il salvabile e soddisfare azionisti e tifosi. Gli stessi tifosi che un secondo dopo la conquista della salvezza e del passaggio del turno europeo, saluterebbero come provvidenziale la drammatica decisione.

Si parlerà dunque di pancia piena, di calo di tensione, di ammutinamento dello spogliatoio. Si scriverà che la cessione di Kantè, il motorino del centrocampo della trionfante stagione passata, ha gravemente condizionato l’equilibrio della squadra. Fiumi di inchiostro scorreranno per spiegarci che le voci di mercato su Mahrez e Vardy hanno destabilizzato l’ambiente. E che sì, forse è vero, Ranieri non è mai stato abituato a vincere ed a gestire queste situazioni, ma che è stato un vero e proprio genio ad appiccare il fuoco più entusiasmante della storia del calcio inglese con la legna a disposizione. Tutto, insomma, pur di non ammettere che sì, Claudio Ranieri ha fallito.

Si badi bene, il fallimento di Ranieri non è calcistico, tecnico, tattico, motivazionale. No, nulla di tutto ciò. La sconfitta del mister testaccino è soprattutto strategica. L’errore più grossolano che gli si può imputare (e probabilmente l’unico) è la scelta dei tempi. Il non aver capito, o voluto capire, che era ormai giunto il momento di farsi da parte. Il non aver individuato, o voluto individuare, il confine tra potenziale sportivo e congiunture astrali. Del resto era forse troppo chiedergli di rinunciare ad una Champions League acciuffata sul viale del tramonto professionale. E non è un caso che il messaggio più accorato e significativo arrivi dal nemico giurato Mourinho. Uno che di tempismo e decisioni qualcosa ne capisce.

A pensar male, sarebbe sin troppo semplice leggere nell’ostracismo di Ranieri il desiderio di veder onorato il ricco contratto col Leicester. L’italico attaccamento alla poltrona di scuola zaloniana. Fate quello che volete, io da qua non me ne vado. E si sa che a pensare male si fa peccato, ma spesso si azzecca.

The show must go on. Business as usual. E chi più ne ha, più ne metta. Si riparte lunedì sera con Leicester-Liverpool; più che una prova un appello. Ranieri mancherà al calcio inglese, ed il calcio inglese mancherà a Ranieri. Ciò che sicuramente non gli mancherà sarà l’umido clima delle midlands. La primavera romana è alle porte, ed ha il potere di alleviare ogni dispiacere. Il tempo cancellerà tutti i rammarichi e cementerà nella memoria, sua e di tutti i calciofili, la maestà della cavalcata 2015-2016. Nella consapevolezza, e ci mancherebbe, che chi è stato Sir non sarà mai più Sor Claudio.

(Foto lapresse)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *